Il 07 gennaio 2010
Antonio Gargiulo e Adriano Gotulani
Hanno intervistato
Michele Ciardelli
![]() | passeggio |
Carissimo Michele, siamo giunti all’intervista fatta da me (Antonio Gargiulo) e da Adriano Gotulani. L’intervista si svolgerà nel seguente modo: riceverai una domanda da me e una da Gotulani. Io cercherò di scoprirti, Gotulani di spogliarti, ma non so in che senso.
Dichiari di esserti sottoposto alle terribili domande mie e di Gotulani di tua iniziativa e senza costrizione alcuna? Se si, adesso alza la mano sinistra e metti la mano sul cuore e poi Giura di dire la verità tutta la verità e nient’altro che la verità? … Dici lo giuro!
Michele: Lo giuro.
La partenza è ottima direi. Di a Gotulani di non fare troppo il cattivo. 
Io posso garantire solo su di me, ma non tanto su Gotulani.
Bene allora comincio io!
Antonio: Caro Michele, tu sei un uomo che ha già pubblicato un libro, mi spieghi cosa ti ha spinto ad aprire un blog? Solo per pubblicità o anche un modo per condividere quello che senti e/o quello che sai?
Michele: Devo dire che la tua domanda è subdola perché sai perfettamente che non amo vivere il sociale, perché sono un lupo solitario. Infatti, un po' per la connessione e un po' per la poca propensione a stare con gli altri, passo poco da tutti.
Quando ho aperto il blog l'ho fatto per pubblicità, per farmi conoscere e per cercare di vendere il libro... Con il tempo c'ho preso gusto e ho incominciato a scrivere altro. Ad esempio fare pubblicità ad altri scrittori, come voi.
Come te, adoro essere sempre me stesso e dico sempre quello che realmente penso a costo di passare da presuntuoso. Non amo le mezze misure. Io devo essere io, altrimenti non mi riuscirebbe guardarmi allo specchio. E quando sbaglio, come ho fatto con te, l'ammetto.
Adriano: Ora tocca a me: Un blog significa ricevere e scambiare commenti, c’è qualche blogger o qualche bloggherina a cui sei particolarmente legato? Ovvero uno o una dal o dalla quale ti fa più piacere dare o ricevere commenti?
Michele: Nessuno. Con quei pochi con cui ho legato, ci sentiamo per telefono, oppure ci "sentiamo" su Facebook.
Antonio: Sul tuo profilo c’è scritto: “Una persona che cerca sempre di essere se stessa.” Cosa significa essere te stesso? Cioè cosa significa essere Michele Ciardelli? Chi è Michele Ciardelli e come cerca di essere se stesso?
Michele: Questa è una bella domanda!
Io sono una persona che non scende a patti con se stessa. Preferisco dire una dura verità che una bella bugia, ma sempre nel rispetto della persona che ho davanti. Il rispetto è una componente del discorso che ho imparato negli anni. Tutto non può essere detto nello stesso modo, perché, a seconda delle parole che si usano, si potrebbe offendere...
Michele Ciardelli è un ragazzo complicato. Non è semplice vivere con me perché ho un carattere che poco si sposa con il mondo. Adoro scherzare e ridere (chi mi conosce non dice il contrario) quando sono in compagnia, ma adoro di più la mia di compagnia. Devo dire che prendo ogni avvenimento, ogni messaggio che mi arriva, un po' come mi pare e mi capita di interpretare male le cose, talvolta. So ammettere gli errori e mi metto spesso in discussione, perché se non fossi in pace con me, non potrei stare con gli altri. In questi anni ho mutato moltissimo il mio carattere. Prima ero ultrapermaloso, scorbutico e molto lunatico. Dopo aver capito che non stavo bene con me stesso, ho deciso di cambiare tutto ciò che mi creava delle negatività emotive. Adesso devo fare qualche altra aggiustatina e poi mi piacerò veramente. Non sono presuntuoso e mi ritengo una persona umile che ha molto da imparare.
Ripeto se non stessi bene con me, non potrei stare con gli altri...
Anche questa domanda mi ha dato modo di mettermi in discussione e per questo ti ringrazio.
Adriano: Quando ti ho chiesto se avevi preferenze sui bloggher, sei stato molto vago, anzi, hai detto "Nessuno" eppure c i sono persone con cui ti senti come mi è parso di capire. Forse non vuoi farti scoprire per non creare gelosie tra i tuoi blogger? O hai qualche cosa da nascondere? Su su, confessa! Elencaci almeno chi sono le tue amiche più strette!
Michele: Caro Adriano, so che ti deluderò, ma non ho legato con nessuno. A livello di amicizia con Valter, come sai, ma con amiche... nessuna.
Parlo al telefono (più che altro lo fa mia moglie, non io), con Ritavioletta e Rontomusettina. Alcune volte ho parlato con Ale08 e con Luigibortolo per un totale di 5/6 telefonate in totale, in un anno. Ho parlato con Tsal e con Baronerosso1 e con bagmenotmenot... Talvolta ci ho parlato perché ho alzato io la cornetta del telefono, altrimenti non ci saremmo neppure sentiti.
Antonio: Il tuo nome è Michele Ciardelli, ma su splinder sei conosciuto da tutti come Chopy. Perché hai scelto questo nick?
Michele: Perché adoro moltissimo la mia gatta. E' nato tutto per caso, non so dirti un vero perché. Oltretutto ho come avatar, in ogni blog che ho, non solo qui si Splinder, la mia gatta. La adoro semplicemente. E' il mio renderle omaggio.
Adriano: La scelta di un gatto come nick, spesso implica fascino verso questo animale e la voglia di assomigliarci in parte per la sua eleganza. Ti senti e ti limiti ad avere un atteggiamento fiero e disinvolto o fai anche il gattone e gli occhietti dolci alle bloggherine?
Michele: Devo dire che amo fare un po' il pavone più che il gatto. Infatti l'ho tatuato sulla spalla sinistra... Devo dire che sono fiero di me, ma non faccio occhietti dolci alle bloggherine.
Ti confesserò una cosa che sanno in pochi: di animali in casa non ne volevo, chiedi conferma a Sorgentediluce se non ci credi e quindi nemmeno il gatto. E' stata la Chopy a scegliere me, non il contrario. Un giorno è entrata in casa a fatto un breve giro (non ho la casa grande) e poi si è stabilità qui. Io ho provato inizialmente a mandarla via, ma mi ha conquistato con le sue coccole e i suoi occhioni dolci... Che vuoi farci! Adesso guai a chi me la tocca! Miao.
Antonio: So che già più o meno mi hai risposto e hai risposto a Gotulani dicendo che Chopy è la tua gatta preferita, ma… Cosa significa per te il tuo avatar (la foto del profilo) e cosa ha significa o cosa ha significato per te sceglierla?
L'amore che ho non per i gatti, ma per la mia Chopy. Per questo c'è lei come mio avatar. Pensa che quando sono al lavoro e telefono a mia moglie, le domando dov' è la Chopy e come sta. Un'altra ragione è che la vedo come la figlia che non ho e che non potrò mai avere...
Antonio, non voglio essere indelicato e approfondire su questo punto, anche perchè tocca a Gotulani, tra poco si passa alla sezione di domande sugli scritti e poi... Forse dovresti parlare tu di questo quando te la senti!
Michele: Non ci sono problemi, scelta da me condivisa di non volere figli da parte di mia moglie. Quando ci siamo sposati ero consapevole del suo diniego, quindi ho fatto una scelta consapevole. Mi sono domandato cosa fosse importante per me e ho scelto lei.
Di a Gotulani di farmi le domande che vuole.
Adriano: Se ti piace una donna come glielo fai capire? Ti limiti agli occhietti dolci? Le mandi dei fiori? La inviti a cena? O la inviti direttamente a guardare la collezione di farfalle che nascondi sotto il letto?
Michele: Se la conosco già, la inviterei ad uscire. Magari la invito a cena. Adoro essere romantico. Con un mazzo di rose la verrei a prendere sotto casa. Se non la conosco e volessi conoscerla, attaccherei a parlare. Troverei un qualche appiglio e poi sono loro che ti lasciano capire se interessi loro, oppure no!
Su questo campo mi trovi molto spiazzato caro Adriano devo dire, perché ho avuto solo mia moglie e non ho avuto altre storie prima di lei (dove sono andato al sodo) e poi è stata lei a conoscermi e non viceversa...
Oltretutto non sono nemmeno un Adone. Ho gli occhi verdi e i capelli neri, ma non si può dire che sono un Raoul Bova, tanto per rimanere in Italia.
Passiamo alla scrittura
Antonio: Tu scrivi poesie e libri, fai recinsioni di libri e ultimamente ti diletti anche nelle interviste. Quante sorprese ancora ci riservi e quante cose dobbiamo ancora scoprire di te?
Michele: Ti confesso che il mio prossimo sogno è comporre una colonna sonora con l'organo. Pensa che non lo so nemmeno suonare...
Definire poesie le mie è insultare le tue... però se tu le ritieni tali sono felice... e i complimenti non guastano mai.
Adriano: Hai mai pensato di scrivere qualche cosa di erotico?
Michele: Diciamo che lo sto facendo. Sto scrivendo un giallo che fonde il thriller e il sesso. E questo, te lo confesso, lo devo a te. Nel senso che ho cercato di usare un meccanismo che fosse romantico e non volgare. Quindi erotico e non pornografico. In sostanza ci saranno scene in cui si fonderanno il sesso e la morte e sarà il continuo di Sedici rose arancioni che Fioredicollina e Baronerosso1 (mio consulente tecnico per le indagini poliziesche) hanno letto. Loro mi hanno pagato (scherzo ovviamente).
Non ho paura a parlarne... anzi se qualcuno ne prende spunto per scrivere qualcosa di suo, ne sarò ben felice. Mi piace condividere le mie idee con gli altri: mi accresce e, spero, aiuti gli altri.
Antonio: Tu hai scritto “Sedici rose Arancioni” Ci spieghi il motivo del titolo? Perché proprio sedici? Perché Arancioni?
Michele: Premetto che il titolo che avevo dato al libro era un altro. L'ho dovuto cambiare perché mi hanno consigliato (il mio editing e la casa editrice) di farlo. Allora ho cominciato a pensare ad un titolo che spiegasse molto, senza praticamente dire niente e mi è venuto questo titolo. Nella scena più importante del libro ci sono 16 rose arancioni sparse per terra messe a come i punti cardinali in una rosa dei venti. Le rose arancioni le ho scelte perché sono l'unico tipo di rose che mi piacciano. Sono rare ed uniche. Pensa che l'arancione generalmente non mi piace. Mentre 16 sono gli anni di... Non posso dirlo: è un pezzo importante del libro.
Adriano: Ci sono delle scene sensuali all’interno del libro? Spiegaci il motivo sia in caso affermativo che negativo.
Michele: Ce n'è una sola e nasce sotto la doccia fra due dei personaggi principali dell'intera storia.
Nel libro non potevano esserci scene di sesso perché racconta il disagio di una persona, che giunge alla follia e a commettere quegli efferati delitti...
Antonio: Se dovessi presentare con pochissime parole il tuo libro, come lo presenteresti?
Michele: Il mio libro è idealmente l'anello di congiunzione di più generi: splatter perché c'è molto sangue (nella scena delle 16 rose arancioni, addirittura un lago); romanzo perché ci sono due storie d'amore importanti che si intrecciano fra loro da affetti amicali; giallo perché bisogna capire se tutto è reale o meno... non chi sia il colpevole, perché si presenta personalmente al lettore e poetico. Sì anche poetico perché il o la colpevole lascia in modo non convenzionale le sue poesie (in un caso ne lascia una incisa sulla cera che riempe l'addome di una persona crocifissa e messa al contrario come lo fu San Pietro).
Adriano: Se oggi fosse il giorno della tua presentazione e qualcuno ti denudasse e ti spingesse sul palco nudo, riusciresti a presentare lo stesso?
Michele: Per la faccia tosta che ho, credo proprio che non avrei problemi. Però devo aggiungere che dipende molto dall'umore che ho in quel momento. Potrei anche imbarazzarmi.
Antonio: C’è qualche cosa che ti piacerebbe scrivere o che vorresti scrivere nei tuoi progetti futuri?
Michele: Una fiaba
Adriano: Naturalmente se dovesse succedere tutte le bloggherine e le tua fan saranno contente e io mi metterò a 


vendere i biglietti per le prime file. Comunque, visto l’argomento, faresti mai delle foto di nudo artistico e/o un calendario se ti pagassero un bel po’ di soldi?
Michele: Per come mi conosco io, assolutamente no! Poi nella vita non si può mai sapere niente prima.
Può darsi che diventi gay e che mi piaccia da matti fare i trenini con me nel mezzo ai vagoni... Tu Adriano davanti. Ti voglio capotreno.
Adriano metti a tanto i biglietti... ti voglio vedere ricco per merito mio! Almeno mi posso vantare di qualcosa.
Ultime tre domande (CIASCUNO)
Antonio: Cosa significa per te scrivere? Una semplice condivisione o qualche cosa di più e come e quando è nata questa tua passione?
Michele: Scrivere mi serve per tornare bambino. Per rivivere la fantasia che avevo in quel periodo. Mi serve per chiudermi idealmente nella mia cameretta a giocare con i soldatini a cui fai fare tutto ciò che volevo. Anche morire! Poi tutto ricomincia come se niente non fosse accaduto. Infatti quando scrivo potrebbe cadermi tutto addosso che non me ne accorgerei. E il momento che dedico tutto per me.
Lo scrivere è il mio gioco, il mio divertimento. Questo significa per me scrivere. Io scrivo perché qualcuno giochi con me. Perché qualcuno insieme a me prenda i soldatini che metto io in gioco e li muova insieme a me.
La passione per la scrittura è molto recente. Nel 2000 ho iniziato a scrivere il mio primo noir, La falena che è un inedito, e poi non mi sono più fermato. L'idea de La falena l'avevo in mente da quando andavo alle medie, ma non ero riuscito mai a dargli un seguito.
Adriano: Hai mai scritto per amore o per il puro desiderio sessuale nei confronti di una persona? Se si, ci puoi dire quando e per chi?
Michele: Scrivo soprattutto per amore. Per amore di mia moglie. La venerò talmente tanto che non riuscire a scrivere se lei non ci fosse. Lei non mi dice niente e non aiuta nemmeno, ma il solo sapere che è vicino a me, mi da un'enorme tranquillità emotiva.
Sessualmente non mi ha mai ispirato scrivere niente... L'unica che riesce a mandarmi fuori di testa è mia moglie e quindi ogni pensiero sessuale che mi viene lo applico, non lo scrivo!
Antonio: Quando scrivi, prendi ispirazione da ciò che ti succede o ti basi solo sulla fantasia; o per meglio dire, i tuoi scritti sono reali? Oppure parti da una base reale e ci costruisci intorno una storia di fantasia? Oppure sono completamente storie di fantasia?
Michele: Devo dire che ho una fervida immaginazione e non ho bisogno di aiuti "esterni".
I bambini riescono a creare un mondo intorno a loro: anch'io. L'unico genere che non scriverò mai, anche se sembra un controsenso è proprio un Fantasy, perché preferisco inventare storie verosimili; inventate, ma che potrebbero accadere.
Il libro Sedici rose arancioni è nato tutto da un'immagine che mi sono immaginato. La scena iniziale del libro: Rocco crocifisso e messo a testa in giù. La stanza pulita e il camino accesso in pieno agosto e la moglie fuori di testa. Da lì è nato e proseguito il mio libro. Per scriverlo ho dovuto studiare molte cose, come la Bibbia, anatomia e informarmi sulle attività investigative... ma tutto per rendere verosimili le mie fantasie.
Adriano: Cosa dovrebbe fare o come dovrebbe vestirsi o cosa dovrebbe regalarti una blogger o una fan per riuscire a convincerti nel guardare come ha ricamato i cuscini nella camera da letto? E ci sono possibilità che tu ceda?
Michele: Chi mi conosce sa benissimo che non ho che per mia moglie. Potrei dormire anche con un'altra donna nel suo letto senza che possa accadere niente. Te lo posso assicurare. Per me potrebbe anche mettersi gli autoreggenti che sono l'abbigliamento più sexy che una donna possa mettersi, secondo me, ma non riuscirebbe a farmi cambiare idea. Nemmeno mi saltasse addosso.
Antonio: C’è un passo dei tuoi libri che tu consiglieresti come citazione? Una pagina o delle righe che senti maggiormente che vorresti vedere (magari in futuro) citate da qualche parte (in un post, in un blog, in un giornale, ecc)? Se si, dicci quale!
Michele: di un mio libro nessuno. Ma un mio aforisma sì:
L'illusione rende l'uomo fragile,
ma il raggiungimento di un sogno rende l'uomo invincibile.
Quest'anno ho iniziato a coniarne... Che vuoi farci! Al peggio non c'è mai fine...
Adriano: Cosa pensi di Antonio Gargiulo? (Su avanti non aver paura! Puoi dire tutto ciò che vuoi!)
Michele: E' una domanda cattiva per il povero Antonio. Visto che non dico bugie e visto che tu non me lo permetteresti, perché se lo facessi glielo diresti... ti dico che non è giusto renderlo pubblico, visto che lui sa cosa penso di lui. A te non lo dirò mai! Lo farò casomai in privato con Antonio perché è una persona che lo merita. Questo posso dirti: è una persona vera. Una persona che ama essere se stesso e per questo lo rispetto. Altro non riuscirai a spillarmi.
Antonio e Adriano: Michele, ti ringraziamo per la pazienza avuta nei nostri confronti e per aver risposto a tutte le nostre domande! Ti auguriamo tanto successo e consigliamo a tutti il tuo libro!
Michele: Innanzitutto sono io che ringrazio voi per le domande che mi avete fatto. Devo dire che mi sono molto divertito e mi aspettavo un Adriano più piccante dopo il libro che ho letto. Ringrazio Antonio per averlo tenuto a bada.

Titolo: Sedici rose arancioni
Autore: Michele Ciardelli
Editore: SBC Edizioni
Collana: giallo e nero
Data di pubblicazione 2008
ISBN: 9788895162898
Pagine: 196
Reparto: Narrativa Italiana
prezzo: € 15,00
Chissà, dopo quasi un anno cosa vorrebbe aggiungere questo autore e soprattutto se qualcuno vuole aggiungere qualche domanda






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