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Home » Racconti » Bianco Da Morire » 01 Bianco da morire

01 Bianco da morire

Autore

Creato il

Lunedì, Luglio 19, 2010 - 12:33am

 

Racconto a quattro mani

scritto insieme a Giusy Vanella, 

conosciuta in Splinder con il nick di happysummer.

avatar   La mia homepage: http://happysummer.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente  happysummer

 

 

avatarBianco, tutto bianco. Si infiltra negli occhi, trapassa le pupille, lo vedo anche sulla poltrona a fiori, dentro la borsa, sopra il ragù. Lo odio, bianco silenzioso che rintrona le orecchie, fa pulsare le tempie e squassa il cervello. Neve dappertutto in queste montagne, non vedono altro i miei occhi.

Quattro casupole sparpagliate per la vallata, i tetti spioventi che sembrano respingere, chiusi in se stessi, ostili, in difesa di una falsa calorosa intimità, che è aspra solitudine..

Sono una bambina, una bimba tenera e paffuta, con le codine e una spruzzata di lentiggini sul naso. Mio padre le bacia ad una ad una, le adora, mi chiama ‘la mia stellina’, e gioca con me, mi fa ridere, mi vuole bene il mio papà.

Mio marito mi scuote con forza. “Francesca, per l’amor di Dio, calmati. Non fare così, stai male. Ora chiamo il medico e…”

“No!... Nooo… ooo…” Vorrei dirgli che non è di un medico che ho bisogno, mi darà le medicine solite, mi intontirà ed il mostro non troverà resistenza, sarò in sua completa balia. Eccolo là, ride, sghignazza, le fauci spalancate, le zampe protese. Il medico mi accarezza la fronte. “Cerca di chiudere gli occhi, rilassati, tra poco ti sentirai meglio. Chiudi gli occhi…”, continua a ripetere.

E allora chiudo gli occhi e finalmente il bianco sfuma. Sì, ora è tutto nero attorno a me… tutto ne.. r… o…

                                                    

avatarIn quegli stessi momenti, da un'altra parte dell’Italia, un uomo è immerso nei suoi pensieri.

Stanotte mi sono svegliato di soprassalto! Era l’una e ho sentito i miei vicini litigare! Ci sono stati schiamazzi, ho sentito porte sbattere… Non si sa per cosa litigassero a quell’ora così tarda, ma la discussione era molto accesa! Ho sentito una o due donne piangere fino a singhiozzare nelle scale del palazzo per un tempo indefinito! Poi, dopo un po’ ho sentito litigare ancora, ma più lievemente…

La donna sembrava piangere senza piangere e strillare senza strillare!

Sembra certo impossibile piangere senza piangere e strillare senza strillare, ma era come se i suoi pianti e i suoi strilli erano attutiti, rinchiusi, nascosti, prigionieri…

Ho sentito rumore di piccoli oggetti cadere… Un posacenere… qualche matita, qualche penna… poi un tonfo come su un materasso o su un divano… ho sentito come sussurrare dei no… Disgusto misti a pianti… Poi il silenzio totale…

Attraverso i muri mi chiedo se ho assistito ad una violenza o se sono solo i muri che mi ingannano!

Sento solo un vuoto dentro, quasi mi faccio pena di appartenere ad un genere spesso violento e mi sembra come avvertire un cuore a pezzi.

Sento che un cuore stanotte si è spezzato e i suoi cocci sono sparsi in giro per un enorme pavimento.

Avverto una sofferenza! Spero che abbia sentito male! Sarei quasi tentato di chiamare la polizia! Ma se poi ho sentito male? Se si è risolto tutto e adesso hanno fatto pace?

Spero di vero cuore che sia successo questo!-

Con questo pensiero cerco di calmare l’ansia, do pace ai miei pensieri inquieti e riprendo il mio sonno. 

 

    (Continua)

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In quel momento dal libro uscì un fumo rosso che si addensò a poco a poco fino a creare le forme e le fattezze di una donna. Il fumo creò gli occhi, i capelli, la fronte il collo e tutto il corpo della donna e quando l’opera fu compiuta, Giuseppe riconobbe vide che la donna non era altri che sua moglie Carla.

Giuseppe, con sguardo impietrito e meravigliato rimase per un attimo in silenzio e poi chiese: “Carla… Io… Io…”
Carla: “Si lo so, non ti aspettavi di vedermi!”
Giuseppe: “Amore mio, io non ho mai smesso di amarti… Credevo di avere tante cose da dire…”
Carla: “Non importa; io ti ho ascoltato tutti i giorni!”
Giuseppe con aria dubbiosa: “Come è possibile?”
Carla: “Tu mi hai amato talmente tanto che quando ho lasciato il tuo mondo, un pezzo di me è rimasto nel tuo cuore e soprattutto nei tuoi sogni… Ed oggi ti ho sentito rinnegare l’esistenza dei sogni!”
Giuseppe guardò il medaglione nelle sue mani, poi rialzò la testa, guardò di nuovo Carla negli occhi e disse: “Il problema è che non so che fare, non so dove trovare altre persone che possano sognare con me!”Carla: "Nelle sacre scritture è scritto:

1 Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.[1]

Adesso è il momento per te di vivere la vita!"

[1] Qoèlet 3, 1-8 Giuseppe: "Si, ma che devo fare?"

Carla: “Ascolta bene quello che sto per dirti, perché non posso darti istruzioni chiare, ma posso solo lasciarti una filastrocca che tu dovrai interpretare per riuscire a risolvere questa faccenda.

Siamo come le dita della mano,
ci trovi solo se cerchi lontano,
Uno di noi soltanto è vicino,
per gli altri, preparati al cammino,
Non siamo uno scherzo, ma siamo veri,
difendiamo quel che è nostro come cavalieri.
Ci nascondiamo bene tra le comuni genti
e siamo sparsi come la rosa dei venti.
Per il primo di noi che devi cercare
molto a sud devi andare.
Troverai un cane bianco con problemi alle zampe
ed un essere in sua compagnia a tre zampe.
Per il secondo devi andar nella direzione opposta,
e troverai, sulla costa, un gigante in sosta.
Per il terzo, fai attenzione che ti puoi bruciare,
ma proprio nelle fiamme e nel fuoco devi cercare.
Per il quarto non cercare nella serra,
ma egli si trova in una grande terra.
Se ancora una volta spererai e sognerai
anche il quinto troverai


Carla rimase per un attimo in silenzio, poi, ponendo una mano sul volto di Giuseppe aggiunse: “Adesso vai amore mio, non posso darti altre istruzioni, tranne che sarò con te!”
Giuseppe: “Ma come faccio a trovare altre persone che sognino con me come mi aveva comandato l’imperatrice?”
Carla: “Non ti preoccupare, vedrai che le persone che sogneranno con te, se fai tutto questo le troverai!”

(Continua...)