Racconto a quattro mani
scritto insieme a Giusy Vanella,
conosciuta in Splinder con il nick di happysummer.
happysummer
Bianco, tutto bianco. Si infiltra negli occhi, trapassa le pupille, lo vedo anche sulla poltrona a fiori, dentro la borsa, sopra il ragù. Lo odio, bianco silenzioso che rintrona le orecchie, fa pulsare le tempie e squassa il cervello. Neve dappertutto in queste montagne, non vedono altro i miei occhi.
Quattro casupole sparpagliate per la vallata, i tetti spioventi che sembrano respingere, chiusi in se stessi, ostili, in difesa di una falsa calorosa intimità, che è aspra solitudine..
Sono una bambina, una bimba tenera e paffuta, con le codine e una spruzzata di lentiggini sul naso. Mio padre le bacia ad una ad una, le adora, mi chiama ‘la mia stellina’, e gioca con me, mi fa ridere, mi vuole bene il mio papà.
Mio marito mi scuote con forza. “Francesca, per l’amor di Dio, calmati. Non fare così, stai male. Ora chiamo il medico e…”
“No!... Nooo… ooo…” Vorrei dirgli che non è di un medico che ho bisogno, mi darà le medicine solite, mi intontirà ed il mostro non troverà resistenza, sarò in sua completa balia. Eccolo là, ride, sghignazza, le fauci spalancate, le zampe protese. Il medico mi accarezza la fronte. “Cerca di chiudere gli occhi, rilassati, tra poco ti sentirai meglio. Chiudi gli occhi…”, continua a ripetere.
E allora chiudo gli occhi e finalmente il bianco sfuma. Sì, ora è tutto nero attorno a me… tutto ne.. r… o…
In quegli stessi momenti, da un'altra parte dell’Italia, un uomo è immerso nei suoi pensieri.
Stanotte mi sono svegliato di soprassalto! Era l’una e ho sentito i miei vicini litigare! Ci sono stati schiamazzi, ho sentito porte sbattere… Non si sa per cosa litigassero a quell’ora così tarda, ma la discussione era molto accesa! Ho sentito una o due donne piangere fino a singhiozzare nelle scale del palazzo per un tempo indefinito! Poi, dopo un po’ ho sentito litigare ancora, ma più lievemente…
La donna sembrava piangere senza piangere e strillare senza strillare!
Sembra certo impossibile piangere senza piangere e strillare senza strillare, ma era come se i suoi pianti e i suoi strilli erano attutiti, rinchiusi, nascosti, prigionieri…
Ho sentito rumore di piccoli oggetti cadere… Un posacenere… qualche matita, qualche penna… poi un tonfo come su un materasso o su un divano… ho sentito come sussurrare dei no… Disgusto misti a pianti… Poi il silenzio totale…
Attraverso i muri mi chiedo se ho assistito ad una violenza o se sono solo i muri che mi ingannano!
Sento solo un vuoto dentro, quasi mi faccio pena di appartenere ad un genere spesso violento e mi sembra come avvertire un cuore a pezzi.
Sento che un cuore stanotte si è spezzato e i suoi cocci sono sparsi in giro per un enorme pavimento.
Avverto una sofferenza! Spero che abbia sentito male! Sarei quasi tentato di chiamare la polizia! Ma se poi ho sentito male? Se si è risolto tutto e adesso hanno fatto pace?
Spero di vero cuore che sia successo questo!-
Con questo pensiero cerco di calmare l’ansia, do pace ai miei pensieri inquieti e riprendo il mio sonno.
(Continua)
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