01 L'imperatrice bambina
"L'impero su cui regnava l'imperatrice aveva cominciato a restringersi sempre più. Montagne, valli, prati, laghi, fiumi, fiori, piante e persino l'amore erano completamente scomparsi dal suo regno. L'odio e la guerra dominavano incontrastati portando il buio più totale in quello che un tempo era un regno immenso, infinito, pieno d'amore e di gioia. Come una enorme anaconda che strozza la sua preda, lo sconforto e la disperazione avevano preso posto nella mente negli uomini per soffocare tutti i desideri, i sogni e le speranze. Il genere umano aveva smesso di desiderare, di sperare e di sognare e il regno dell'imperatrice scomparve per sempre." dice Giuseppe accarezzando suo nipote.
Nicola guarda suo nonno perplesso e risponde: "Quindi adesso quell'imperatrice è scomparsa anche lei?"
Giuseppe, togliendosi gli occhiali: "Secondo la leggenda l'imperatrice è fuggita da due anni ormai, portando con se un piccolissimo granello di sabbia del suo regno... In quella notte le luci si accesero tutte insieme, la libreria della biblioteca tremava, l'unico libro rimasto della storia dell'imperatrice, uscì dagli scaffali fluttuando nell'aria e portandosi al centro della biblioteca... Il libro si aprì e da esso uscì l'imperatrice con una luce sfolgorante..."
"Finiscila di raccontare questa idiozia! Ti prego papà!- interrompe Marta, figlia di Giuseppe entrando in quel momento in stanza -Vuoi che credano pazzo anche mio figlio oltre che mio padre?"
Giuseppe guarda con aria sconcertata la figlia, poi guarda suo nipote Nicola e gli dice: "Lasciami un attimo solo con tua madre!"
Il bambino esce corredo dalla stanza e Giuseppe guarda sua figlia: "Io so benissimo cosa ho visto quella notte, possibile che non mi credi nemmeno tu?" Marta scuote la testa guardando verso il basso e Giuseppe continua: "Ti prego, credimi almeno tu!"
Marta si rigira di spalle e dice piangendo: "Non posso! Non posso crederti! Sei solo un folle come dicono tutti"
Giuseppe: "Ma Marta... Te l'ho fatto vedere il dono che mi ha fatto l'imperatrice... Ti prego, guardalo ancora!"

Giuseppe va verso la scrivania apre un cassetto e da esso estrae il medaglione che le aveva donato l'imperatrice dicendo: "Ti prego guardalo, toccalo! é tutto vero, non me lo sono inventato!"
Marta piangendo risponde "Si invece! Lo avrai rubato dalla copertina del libro, poi lo hai fatto sparire e ti sei inventato tutta questa storia come dicono tutti, solo per fomentare le rivolte... Ho sentito abastanza! Non potrò più venire a trovarti... La guerra è buona e non è vero nulla di quello che dici tu!"
Uscendo dalla stanza in preda a pianti e singhozzi, Marta va incontro al figlio accovacciandosi e dicendo: "Andiamo figlio mio! Il nonno è completamente impazzito!"
(continua...)
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