04 La vacanza a Milano
La vacanza a Milano 4
-E' APERTO IL CECK-IN PER IL VOLO ALITALIA AZ-3576 DELLE 12:20, AVVICINARSI ALLO SPORTELLO 4- aveva annunciato l'altoparlante e io mi ero messo in fila tra i primi per consegnare le mie valige. Avevo raggiunto la sala d'aspetto accanto alle porte di imbarco del mio volo, dopo aver superato i controlli di routinne e mi ero accomodato su una delle sedie nell'angolo più esterno di quella sala. Avevo tirato fuori dallo zaino alcune riviste che avevo comprato per passare un po' di tempo sia in sala d'aspetto che sull'aereo e avevo cominciato a sfogliare le pagine dando una prima occhiata veloce. Era un bel po' che non compravo una rivista, forse due o tre anni ed erano completamente cambiate. Il contenuto era abbastanza breve e supportato da foto enormi che occupavano una pagina intera o mezza pagina. Le pubblicità invece ricoprivano quasi la metà della rivista. Pillole dimagranti, creme contro la cellulite, creme per il ringiovanimento, persino creme per tirare su il seno, imperversavano numerose. Vi erano poi i grandi che avevano inserito pubblicità fatte con uno sfondo e un solo prodotto che a mio avviso avevano richiesto al massimo un giorno di lavorazione. Infondo cosa ci voleva a mettere un solo prodotto su uno sfondo? Sembrava che stessi guardando una galleria d'arte anziché una pubblicità e che i prodotti pubblicizzati fossero irraggiungibili esattamente come lo sono le opere esposte nelle gallerie d'arte. In effetti, visti i prezzi a cui sono venduti quei prodotti, lo erano per davvero e nessun essere mortale o dipendente normale come me, avrebbe mai potuto permettersi quel tipo di prodotto. Guardavo il susseguirsi di queste pubblicità e qualche cosa mi face pensare che avevo già visto questo tipo di preparazione, ma non ricordavo dove. Alla fine avevo pensato meglio e mi ero reso conto che le vetrine che avevo visto nella mia isola, fatta qualche rara eccezione, non erano molto diverse da quelle pubblicità. Avevano suscitato in me una sorta di indifferenza totale, tanto che non avevo nemmeno badato alla marca ed era la stessa identica reazione che avevo ogni qual volta guardavo un negozio le cui vetrine contenevano solo due o quattro prodotti. Mentre ero assorto in questi pensieri sentivo una coppia avvicinarsi in pieno litigio.
Lui: "Comunque…"
Lei: "oh Madonnina! Ancora?"
Lui: "Come ancora? "
Lei: "Ma perché che ho fatto scusa?"
Lui: "Hai pure il coraggio di dirmi che ho fatto? Smettila con questo atteggiamento da santarellina!"
Lei: "Senti mi stai innervosendo e se non era per me ti avrebbero trattenuto senza farti passare!"
Lui: "Ah quindi dovrei ringraziarti per aver fatto la scema con quello?"
Avevo dato un'occhiata a vedere chi erano gli artefici del litigio. La mia sorpresa superò qualunque tipo di previsione. Quante probabilità c'erano che l'avessi rivista? Una su un milione? Una su un miliardo? Una su un decalione? La probabilità di incontrarla ancora si aggirava intorno al valore di un numero infinitamente piccolo, miliardi di miliardi di volte più piccolo di "uno" e immediatamente successivo allo "zero". Eppure era lì e continuava a litigare con quel tizio che proprio quella mattina mi aveva picchiato.
Marica: "Ma quale scema? Ma ti senti quello che dici? Ma per chi mi hai presa? Secondo te ci provavo con quello? "
Lui: "E ora fai finta di nulla ma io ho visto benissimo che ti toccava!"
Marica: "Tu devi farti una visita dall'oculista perché quello ha solo passato il metal detector con la mano!"
Lui: "e tu hai alzato le braccia e detto faccia, faccia…"
Marica: "E che dovevo fare? Dirgli no?
Lui: "Si infatti tu dici sempre si a tutti! E dici si a cani e porci!"
-schiaff- lo aveva schiaffeggiato e il suono era risuonato nitido. Aveva dunque ripreso a parlare dicendo: "Adesso non rivolgermi più la parola fino a che non saremo arrivati a Milano, anzi, non ti siederai nemmeno vicino a me mi vado a sedere vicino alla mia amica."
Era andata dal ragazzo che stava insieme alla sua amica per scambiare il biglietto ed egli non fece alcun tipo di problema. Mi ero coperto il più possibile con la rivista che stavo guardando e la parola Milano risuonava nella mia mente all'infinito creando immagini diverse e frenetiche, fino a produrre una specie di cartolina che ritraeva me e lei in foto con sotto scritto "Saluti da Milano!". -Milano, che parola inebriante!-. pensavo tra me e me, non mi aveva mai arrecato emozioni rilevanti, eppure in quel momento mi era arrivata all'orecchio come il suono più dolce che avessi mai sentito in vita mia. Assorto nei pensieri non mi ero accorto che lei aveva preso posto proprio di fronte a me con la sua amica, lamentandosi per essersi fatta male il polso. Un ragazzo si era fatto avanti facendole omaggio di una crema che lei aveva rifiutato. La voglia di scrutare un attimo soltanto, mi aveva preso e avevo abbassato la rivista e proprio nello stesso identico momento lei aveva guardato verso di me. I nostri sguardi si erano incrociati ancora e meraviglia, stupore e sorpresa si erano stampate tutte insieme sul suo volto lasciando, dopo un po', ampio spazio ad un sorriso che aveva preso possesso delle sue labbra ed anche dei suoi occhi che luccicavano quasi come stelle.
(continua)
@sorgentediluce: Grazie per i
Buonanotte. .................
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Buon pomeriggio. kiss
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Bellissimo
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