Racconto... visto con gli occhi di una donna
"La piscina 6"
Con la collaborazione di Gotulani 
Suona la sveglia, apro un occhio e guardo verso la cuccetta che ho preparato per vedere cosa sta facendo quel frugoletto di cagnolino: se dorme o se sta osservando timoroso la mia sveglia.
Il vuoto domina incontrastato e dove ieri c'era una cuccetta con un cagnetto dormiente, non rimane nulla di esso, nemmeno la mie due vecchie maglie di lana che avevo allestito come se fossero un materassino di quella cuccetta sulla quale avevo adagiato delicatamente quel cucciolo.
Mi alzo velocemente in avanti sollevandomi dapprima sui gomiti e poi sulle braccia dietro di me, facendo scivolar le lenzuola sul mio corpo nudo e il bordo in un attimo sfiora i miei capezzoli. Mi giro intorno preoccupata mentre sento le punte dei miei seni pulsare a causa dl violento sfregamento avvenuto con il lenzuolo che mi scopriva veloce.
I cassetti del settimino sono socchiusi, le ante del'armadio sono aperte e i cassetti dei comodini sono sparsi in mezzo alla stanza; vuoto l'armadio, vuoto i cassetti dei comodini e dall'aspetto sembrano vuoti anche i cassetti del settimino.
-Mi hanno derubata!!!- penso terrorizzata e mi alzo in fretta per guardare in giro. Sul comodino c'è il mio portafoglio e dentro è tutto rimasto intatto: carte di credito, soldi e bigliettini sono tutti al loro posto; anche le borse e le scarpe sono al loro posto, intatte, mentre nell'armadio nei comodini e nel settimino sono spariti tutti i miei vestiti; dalla gonna al pantalone, dalla maglietta al maglione, dalla giacchetta all'impermeabile, dai collant ai fuseaux, dai calzini alle calze e persino tutti gli intimi; come se qualcuno mi avesse tolto tutti i modi per potermi vestire, impedendomi del tutto di farlo.
Continuando a guardare in giro mi accorgo che anche le mie coperte, gli asciugamani, gli accappatoi; persino le tende, gli strofinacci da cucina e tutto ciò che era stoffa e che avrei potuto usare per coprirmi, era sparito e l'unica cosa che era rimasta erano il lenzuolo e il coprimaterasso.
Qualcuno aveva fatto in modo che non avessi nessun modo per coprire le mie nudità se non con il lenzuolo del letto e aveva rapito anche il tenero cucciolo di cui era rimasto solo un piccolissimo groviglio di peli vicino alla porta d'ingresso.
Controllo finestre e porte e ma tutto è rigorosamente chiuso dall'interno e mi chiedo come sia possibile che qualcuno sia potuto entrare e uscire senza problemi.
Mi ricordo infine di aver messo dei vestiti ad asciugare in giardino ieri mattina e seppure sono convinta che siano spartiti anche quelli, posso solo tentare di recuperarli.
-Sono le sei del mattino, a quest'ora staranno tutti ancora dormendo!- Penso mentre infilo le scarpe e mi reco in giardino passando tra gli alberi dove penso che nessuno possa vedermi.
(continua...)
L'imperatrice Bambina 6

Giuseppe guardò il medaglione dell'imperatrice nelle sue mani e quando rialzò gli occhi Carla era sparita. Giuseppe si sentì per un attimo perso, poi il medaglione si illuminò e irradiò tutta la sala di una luce talmente intensa che i raggi uscirono dalle finestre dell'ala principale, dalle finestre dei lunghi corridoi, dalle finestre dei piani superiori e persino dalle finestrelle del seminterrato. Giuseppe rimase incantato non tanto per la spettacolarità del fenomeno, ma per il fatto che poteva guardare quella luce così luminosa, senza aver nessun tipo di fastidio agli occhi.
"Incredibile!" disse ad alta voce mentre il medaglione smise di irradiare, poi si allontanò piano dal centro della sala, si fermò un attimo e volle darsi un pizzicotto per controllare che fosse tutto vero.
Giuseppe non aveva sognato, ma ancora non sapeva che il giorno dopo avrebbe commesso l'errore più grande di tutta la sua vita.
La notte non riuscì a prendere sonno, ripensava a tutto quello che gli era successo e che aveva visto e avrebbe voluto urlarlo al mondo intero, avrebbe voluto raccontarlo alla prima persona che incontrava sul suo cammino e appena sveglio il giorno seguente fu proprio quello il suo primo pensiero. Quando la sveglia suonò Giuseppe si alzò in fretta e la prima cosa che fece fu chiamare il suo collega di lavoro. Giuseppe compose lentamente il numero del suo collega girando la ruota di quel telefono nero e aspettò che il collega rispondesse.
Giuseppe: "Ciao Carlo, scusa ti ho svegliato?"
Carlo: "No, no, mi stavo appena alzando! Che è successo?"
Giuseppe: "non puoi capire che cosa mi è successo ieri!"
Carlo: "Si infatti, ti sei trattenuto come sempre più del solito, successo qualche cosa alla biblioteca? Si è rotto qualche scaffale, c'era qualche cosa fuori posto? Dimmi!"
Giuseppe: "No niente di tutto ciò! Ma è successo una cosa straordinaria!"
Carlo: "Ah, meno male! Io temevo in una ramanzina di prima mattina! Che fa anche rima! Hahahaha!…. Va bene dai… poi mi racconti quando ci vediamo al lavoro ok?"
Carlo aveva chiuso il telefono mentre Giuseppe rimase per un attimo con la cornetta in mano e poi la ripose. Giuseppe si catapultò sotto la doccia e si preparò più presto che poteva, prese le chiavi della macchina senza fare nemmeno colazione e andò al lavoro salutando a sento la figlia e il suo nipotino. All'entrata della biblioteca incontrò Carlo e gli si avvicinò pieno di entusiasmo esclamando: "Carissimo Carlo!"
Carlo perplesso si fermò sull'ingresso e rispose al saluto: "Ma cosa hai questa mattina, sembra che… non so.. Sembra che tu abbia visto gli alieni e non veda l'ora di dimostrarlo!"
Giuseppe sorrise, poi con impeto, velocità e poca precisione dei fatti, rispose: "Non ci sei andato molto lontano!… Ad un certo punto mente ero nella biblioteca è uscito dagli scaffali un libro che si è messo a fluttuare a mezz'aria e da esso è uscita una bambina che mi ha detto…"
Carlo interruppe con sarcasmo: "Si bello!? Come no!?!? Bello, bello!?… Che divertente!? È un bello scherzo!!!!"
Giuseppe con aria seria e mettendo una mano sulla spalla di Carlo disse: "No guarda è vero! Te lo giuro! È tutto vero!"
Carlo dopo un attimo di silenzio disse: "Va bene dai… Lo scherzo è bello quando dura poco!"
Giuseppe con aria sincera aggiunse: "Non è uno scherzo! Dico la verità!"
Carlo meravigliato dopo un attimo di silenzio rispose: "Devi aver preso una bella botta in testa ieri sera!… Deve esserti caduto qualche libro in testa oppure… Ti è caduto una scaffale intero addosso?"
Giuseppe poggiò la mani su entrambe le spalle di Carlo: "Guardami, ti prego guardami! Ti sembro uno che sta mentendo o uno che ha preso una botta in testa?… è tutto vero! Io ho visto davvero una bimba vestita da regina uscir da un libro, parlarmi… e mi ha persino dato un medaglione!"
Carlo un po' impaurito replicò: "D'accordo, d'accordo… Ammettiamo che io ti creda, dove è questo libro?"
Giuseppe guardò verso il basso e rispose: "Purtroppo si è… si è come… come… disintegrato!"
Carlo scoppiò a ridere poi disse: "Sei impazzito tutto d'un colpo?"
Giuseppe guardò dritto negli occhi Carlo con delusione e un pizzico di rabbia e, premendo con le mani sulle sue spalle, disse: "Non sono impazzito, dico la verità!"
Carlo, afferrò le braccia di Giuseppe e lo esortò a lasciarlo: "Ai, mi fai male! Lasciami! - Giuseppe lascò la presa guardando verso il basso con aria di un cane bastonato e Carlo aggiunse - Ti sei davvero ammattito, ma farò finta di nulla!… Su andiamo al lavoro e smettila di dire idiozie!"
Carlo voltò le spalle e fece ingresso nella biblioteca mentre Giuseppe mise una mano in tasca, tirò fuori il medaglione sconsolato e lo strinse nella mani speranzoso, alzando gli occhi al cielo.
Il compito che le aveva assegnato l'imperatrice era più difficile di quanto avesse sperato e il peggio doveva ancora arrivare.
Mentre Giuseppe si attardava a fare ingrasso in biblioteca con lo sguardo rivolto al cielo, Carlo si era avvicinato alla segreteria dove c'era anche il direttore e rivolse lo sguardo verso l'ingresso.
Anche il direttore guardò verso l'ingresso e videro entrambe Giuseppe con il volto e lo sguardo perso verso il vuoto e il direttore chiese: "Cosa ha Giuseppe questa mattina?"
Carlo: "Non lo so, è strano e sono preoccupato!"
Direttore: "Raccontami!… Magari possiamo aiutarlo!"
Carlo: "Niente di che!… è solo che… non lo so!… Sarà solo un attimo di sconforto o si è sognato tutto stanotte!"
Direttore: "Si ma che cosa? Di me puoi fidarti! Io ho sempre aiutato i dipendenti, lo sai!"
Carlo, guardando il direttore negli occhi, replicò: " E va bene, voglio fidarmi!… Dice che ha visto un libro fluttuare nell'aria e da esso è uscito una bambina vestita da regina… Quando ho chiesto dove sta questo libro, lui mi ha detto che si è disintegrato!"
Direttore: "Ma su, dai, ti avrà fatto uno scherzo!"
Carlo guardando di nuovo verso Giuseppe che stava ancora all'ingresso con lo sguardo rivolto verso l'alto, rispose: "No, no! Era proprio convinto di quello che diceva!"
Direttore: "Sembra impazzito tutto d'un colpo! Non è da lui inventarsi queste cose! Non ci resta altro che verificare se è davvero impazzito oppure se dice il vero! Perché non gli chiedi come si chiama il libro che si è disintegrato? Questo potrebbe aiutarci!"
Carlo annuì e andò da Giuseppe a domandare e quando ritornò dal direttore disse: "Mi ha detto che si chiama "La storia infinita" di Wolfgang Petersen tratto dal romanzo di Michel Ende"
Il direttore digitò cercò tra le cartelle della biblioteca e non riuscì a trovare né "la storia infinita", né tantomeno Petersen o Ende e quando finì la ricerca, alzò la cornetta del telefono compose un numero e disse: "Pronto, è il manicomio? Dovreste venire qui per prendere uno dei nostri dipendenti!"
Carlo rimase un attimo interdetto: "ma mi avevi detto che lo avresti aiutato!"
Il direttore rispose: "infatti, questo è il migliore aiuto che possiamo dargli, nel manicomio troverà persone esperte che potranno aiutarlo! Vedrai che è la scelta giusta!"
Carlo cercò di replicare: "Ma io…"
Il direttore: "Niente ma! Fidati di me! Questa è la cosa migliore che possiamo fare!"
Fu così che Giuseppe fu ricoverato in manicomio.
(continua...)
Ciao, sempre interessanti e
sempre interessanti e coinvolgenti.
Povero Giuseppe... impazzito! Sempre ammesso che in manicomio ci vadano i matti veri... hai in mente qualche colpo di scena???
mah...
ciao
Che fine hai fatto fare al
BUONASERA A. HO LETTO
BUONASERA A.
HO LETTO L'IMPERATRICE BAMBINA E MI E' DISPIACIUTO CHE GIUSEPPE SIA STATO RINCHIUSO IN UN MANICOMIO.
IL MANICOMIO NON E' RIABILITATIVO.
BRAVISSIMO SEI UN TALENTO NELLO SCRIVERE.
KISS
Luccicante inizio di
Ps: Sono ritornata
E' così vero il senso del
BUONGIORNO CARISSIMO
BUONGIORNO CARISSIMO ANTONIO.
MA POVERINO CANE....HA RUBATO ANCHE IL PICCOLO PELOSO???
AHAHAHA
COMPLIMENTI PER IL SUCCO DELLA STORIA E LA SIMPATIA CHE TROVO NEL LEGGERE IL RACCONTO
KISS
Ora ti dai alle vicende in
Caro Antonio, come vedi oggi la connessione va in modo decente e quindi passo... Ho accolto il tuo suggerimento per far capire a tutti che se non passo non è per colpa mia, ma della mia ADSL... Un saluto e buona domenica.
Sono passata per lasciarti un
Ti abbraccio cucciolo^_^
Un saluto veloce Antonio
Felice fine settimana
Sempre più interessante ed
Bravo Antonio!
Luiss