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06 La vacanza a Milano
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La vacanza a Milano 6
Le immagini di lei che lo aveva afferrato spingendolo verso il muro e baciandolo davanti a tutti con aria perversa e piccante si ripetevano all'infinito nella mia testa come un vecchio 33 giri che salta ripetendo sempre lo stesso spezzone. Neanche quindici minuti prima gli aveva detto che non voleva nemmeno parlargli e poi invece lo aveva baciato lì davanti a tutti e la cosa non mi aveva convinto per niente. Non mi aveva turbato ne ingelosito quel bacio, mi aveva invece fatto molto male la reazione di lui che aveva reagito dandole uno schiaffone tremendo. Forse non era educato baciarsi in pubblico ed in un modo tanto ardimentoso, ma mi sembrava piuttosto esagerato punirla con uno schiaffo e poi con quella violenza, la aveva fatta proprio male. Quello che non riuscivo a capire era perché lui si era arrabbiato dandole uno schiaffone per quel gesto. -Magari lo avesse fatto a me!- Pensavo mentre salivo sull'aereo e la avevo persa di vista e nei pensieri si era aggiunto anche un'alta conclusione -Ma perché non potevo essere al posto di quello, uff! Non mi sarei mai sognato di darle uno schiaffo, anzi,… è proprio vero che Dio da il pane a chi non ha i denti e chi ce li ha si rosica il fegato!- Avevo raggiunto il mio posto segnato sul biglietto e mi era capitato il posto centrale dei tre sedili; alla mia sinistra il sedile affianco ai finestrini e a destra il sedile affianco al corridoio. Le hostess erano abbastanza carine, ma troppo tristi per i miei gusti, si notava da un miglio di lontananza che il sorriso era finto anche nei confronti dei passeggeri della business class. Aspettavo i miei compagni di sedile per rilassarmi completamente e ad un tratto la avevo vista da lontano ma avevo girato subito lo sguardo.
Amanda: "Ci dobbiamo sedere qui tu al finestrino e io al corridoio!"
Mi ero girato -Oh Santo Cielo! Non è possibile!- avevo pensato esterrefatto a bocca semiaperta, non potevo crederci… mi ero alzato per far sedere lei alla mia sinistra e per farlo avrebbe dovuto passarmi davanti. Agoniavo il momento propizio in cui mi fosse passata davanti, a pochi passi da me, a pochi millimetri da me; avrei fotografato il suo passaggio davanti ame fotogramma per fotogramma, avrei contato i secondi, i millesimi e gli attimi uno ad uno e di ognuno ne avrei fatto perle e diamanti mille volte più preziosi di quel momento da custodire gelosamente. Mi sarei accontentato soltanto di quello momento, di quel milionesimo di secondo, ma invece…
Marica: "No no! Non voglio più sedermi al finestrino!"
Amanda: "Bhe allora chiediamo al signore se si sposta.." poi rivolgendosi a me "Non è che sarebbe così gentile?"
Io: "Certamente, mi siederò con piacere per far contente due belle signorina come voi!"
Amanda: "che gentile… Ma sa che la sua faccia non mi è nuova!"
Io e Marica nello stesso momento: "No no, è la prima volta che…."
Io: "Oh mi scusi!"
Marica: "Scusi lei!"
Io: "Posso presentarmi?"
Amanda: "Certamente!"
Io: "Sono Antonio Gargiulo"
Amanda: "Io invece mi chiamo Amanda e lei si chiama Marica!"
Io: "Marica….. Che bellissimo nome!" Accortomi di aver fatto un piccolo errore avevo aggiunto: "Anche Amanda ovviamente!"
Amanda: "No tranquillo! Ha ragione Marica è proprio bello… Comunque io non sono di tante parole, parlate tra di voi, io mi addormento sempre su questi aerei!"
Un po'di silenzio, poi nello stesso momento io e Marica: "Ma…"
Ci eravamo sorrisi poi io: "Mi scusi, la interrompo sempre!"
Marica: "No, lei ha una voce piacevole che mette chiunque a proprio agio!"
Io : "Anche la sua è molto melodica!"
Marica: "Ma smettiamo di darci del lei, perché non proviamo a darci del tu?"
Avevo pensato -Ma che fa? L'amica è ancora sveglia e lei già….-
Marica: "Come puoi vedere Amanda sta già dormendo!"
Io: "Mammamia! Che ce rann 'o papagn l'aerei?"
Marica: "Papagn?"
Io: "Niente… è un modo di dire napoletano non te lo saprei tradurre!"
Marica: "Capisco!"
Ancora silenzio…. Poi nello stesso momento io e lei: "Ma…"
Marica: "Dici dici!"
Io: "Fatta molto male?"
Marica: "E' colpa tua!"
Io: "Mia? E io che c'entro?"
Marica: "Mi hai fatta eccitare…!"
Io: "mmmm! Non mi dire che sei andata in bagno a masturbarti pensandomi!"
Marica: "Ma tu sei proprio sfacciato! Sei troppo curioso per i miei gusti!"
Io: "Non sono curioso, sono sicuro!"
Marica: "Di che?"
Io: "Che ti sei masturbata pensandomi!"
Marica: "Vorrei schiaffeggiarti!"
Io: "Aiuto! Non vuoi mica violentarmi!"
Marica: "No, violentarti no..."
Io: "Ma ora che te l'ho detto hai fatto un pensierino che ci andava molto vicino!"
Marica: "Sei una peste, ma io penso che ti faresti violentare senza dire nulla!"
Io: "Io? No! In verità io urlerei anche Aiuto, aiuto!"
Marica: "Non ci credo nemmeno se lo vedo!"
Io: "Quando vuoi posso darti dimostrazione e vedrai che dirò aiuto, aiuto e tu ti ecciterai ancor di più perché lo renderò reale... ... Anche ora che lo sto dicendo tu sei bagnatissima perché lo stai immaginando!"
Marica: "Guarda…. Io… io non so che ti farei!"
Io: "Io sto qua, mica scappo!"
Marica: "grrrrrrr! Ti odio!"
Io: "Wow! Bello! Allora infilo la mano sotto la gonna così mi odi di più?"
(continua...)
Commenti
Buonasera. bel racconto
bel racconto passionale e travolgente.
Io faccio il tifo per Marica.
Kiss
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BUONGIORNO GOTULANI E

BUONGIORNO GOTULANI E GARGIULO.
SEGUO LE PUNTATE.
KISS
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BUONA SERATA CARO
BUONA SERATA CARO GOTULANI.
COMPLIMENTI PER LE PUNTATE DEL RACCONTO MOLTO BOLLENTI.
KISS
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BUON POMERIGGIO CARO
BUON POMERIGGIO CARO G&G.
MA PIU CHE UN RACCONTO SEMBRA UNA CHATT???

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BUONASERA CARISSIMI G&G. MA

BUONASERA CARISSIMI G&G.
MA IL CONTINUO???
SCRIVO UNA LETTERINA A GOTULANI???
LO FATE IL CONTINUO DEL VIAGGIO DEI GOTULANI???
KISS
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@sorgentediluce : grazie per
@sorgentediluce : grazie per i tuoi complimenti ed i tuoi commenti! Ormai sei davvero l'unica che commenta in questo blog!
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Lungo tutto il viale dal cancello fino alla mia porta d'ingresso, sono cosparse diverse ciocche di peli bianchi. Attonita rimango ad osservare quel disastro simile alla spumante scia bianca, lasciata sul mare dal passaggio di navi o aliscafi con i loro motori che rilasciano di volta in volta decine e decine di sostanze dannose ed inquinanti; allo stesso modo questa scia di peli lascia dentro di me una scia di paura dell'ignoto che alimenta un presagio di sventura terribile che era accaduto, che sta accadendo e che forse dovrà accadere da qui a poco. Mi domando cosa poteva essere successo al povero, minuto, indifeso e perenne cuccioletto di cagnolino visto che i suoi peli sono sparsi sul viale di questo giardino nel quale ho in dosso solo le mie scarpe; se il o i ladri di vestiti avevano fatto del male a quello scricciolo di cane e se si, per quale motivo, ma non riesco a trovar risposte. Se avevano fatto qualche cosa a quel frugoletto, non oso immaginare cosa può succedere a me ed in cuor mio spero che l'autore o gli autori di questo strano furto di vestiti mi abbiano almeno lasciato qualcuno degli indumenti che ho steso ieri.
Timorosa poggio un piede dietro l'altro, lentamente, cercando di far meno rumore possibile, tra le fronde e l'erba alta, nascondendomi e camminando nello spazio tra la recinzione e i fusti degli alberi in linea intorno al giardino. Stanno appena facendo capolino le prime luci ma spero che nessuno mi veda mentre cerco di raggiungere le corde dove avevo steso ieri i miei vestiti. Mi affaccio sullo spiazzarle adiacente al giardino per vedere se è rimasto qualche indumento, ma purtroppo anche dei miei vestiti stesi non v'è traccia alcuna. "Porca vacca! E adesso come diavolo faccio?" chiedo a me stessa esclamando ad alta voce, disperata poi penso: -Hei, un momento! Potrei telefonare a qualcuno per farmi portare dei vestiti!- Torno sui miei passi per rientrare in casa mentre penso a chi telefonare e cosa dire, avvicinandomi furtivamente alla porta, ma proprio quando sono a pochi centimetri di distanza, uno spiffero di vento chiude la porta in un batter d'occhio.
Guardo disperata la maniglia finta che impedisce l'apertura dall'esterno della porta ed io afferro il pomello forte e cerco di aprire dapprima a strattoni, poi con spallate, calci, pugni disperandomi sempre più. Stremata e piangente mi accovaccio davanti alla porta dopo aver strusciato con la mano sulla sua superficie. Avrei dovuto almeno coprirmi con le lenzuola, almeno ora non sarei completamente nuda, accovacciata davanti alla porta di casa senza possibilità alcuna di recuperare i cellulari o le chiavi di casa o almeno le chiavi della macchina. Piango singhiozzando quando ad un tratto... "Chi va là?" tuona una voce maschile. Faccio un balzo tra i cespugli più vicini per nascondermi e vedo avvicinarsi qualcuno lentamente che aggiunge: "Ti ho visto nasconderti nei cespugli, ti conviene uscir fuori e arrenderti prima che venga lì a prenderti!"
Nell'oscurità non riesco a distinguere chi sia ma chiunque sia, si è fermato in direzione dei cespugli dove sono nascosta e muove un passo verso di me esclamando: "Su avanti, vieni fuori! - muove un altro passo verso di me - Lo so che sei lì, ladruncolo da strapazzo! - e poi muove un altro passo - Hai ancor qualche secondo di tempo per venir fuori! - e ancora un passo verso di me - E se scopro che hai dato fastidio alla signorina Carmen, io..."
Riesco a distinguere tra le foglie che si tratta del mio vicino di casa Sandro e con voce flebile rispondo: "Sandro sono io, Carmen!"
Lui si ferma e chiede: "Carmen? E perché ti sei nascosta? Ti ho intimorita?"
Io: "No è che… ecco vedi… il fatto è che…"
E lui: "Non ti preoccupare! Puoi uscire! Sono Sandro! Mi dispiace di averti messo paura! Credevo fosse un ladro che volesse farti del male!"
Io: "Ti ringrazio! Sei gentilissimo!"
E lui: "bhe allora su, puoi uscire adesso… sai chi sono, mi conosci no?"
Io: "Sandro… io… Non… Cioè…"
Lui fa un passo lentamente, è ormai vicinissimo al cespuglio e aggiunge: "su dai, sono io, esci fuori! Davvero non volevo farti del male e non te ne voglio fare adesso… Ti giuro che non volevo spaventarti!"
Io: "Si, ti conosco bene, ma ti dico che… è meglio che vai via adesso!"
Lui fa ancora un passo avvicinandosi, è ormai a meno di mezzo metro dal cespuglio, se fosse giorno credo che potrebbe vedermi e forse con le prime luci, temo che possa vedermi anche in questo momento e dice: "Ti chiedo scusa davvero! Ti sei fatta per caso male?"
Io: "Sandro, ti prego, vai via!"
Lui: "Spiegami almeno che cosa è successo, che cosa ti ho fatto, perché sei arrabbiata…"
(continua....)






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