La vacanza a Milano 9
Amanda aveva raggiunto il mondo dei sogni e quel dialogo avuto con lei appena Marica era andata in bagno, mi aveva dato importanti notizie sul loro conto. Non so come faccio, forse ho il tocco magico o forse ho scritto da qualche parte che sono un buon confidente, ma riesco sempre a far aprire qualunque persona e anche Amanda non era stata da meno. Nonostante mi aveva conosciuto proprio in quel volo, mi aveva confidato i segreti più nascosti ed intimi, in particolare sulla vita di Marica e l'angoscia che avevo letto nei suoi occhi per dover mantenere quei segreti così pesanti alla sua migliore amica, era indescrivibile. Come già era successo e avevo visto altre volte in passato, il suo ragazzo aveva architettato bene la finta del bravo ragazzo modello, tutto casa e lavoro, mentre invece approfittava di ogni minuto in cui Marica era impegnata per tradirla a tutto spiano. Dal discorso con Amanda si capiva chiaramente che Roberto era arrivato persino ad inventarsi stanchezza o dolori inesistenti per non uscire con Marica e andare all'appuntamento che aveva premeditato con altre donne e Amanda, suo malgrado, alcune volte aveva dovuto coprirlo sia per la parentela che c'era tra loro, anche se lontana, sia perché aveva insistito tanto con Marica per farli mettere insieme. Non era facile dire alla propria migliore amica: "Guarda che ti ho presentato uno stronzo!" ed era ancora più difficile dire alla propria migliore amica: "Quello stronzo, è anche mio parente!". Naturalmente se Roberto evitava spesso di uscire con Marica, molto probabilmente non facevano più l'amore da un bel po' o comunque lo facevano molto meno spesso di prima e mi solleticava persino l'idea che se si poteva scommettere su quel pensiero, avrei avuto più del settanta per cento di probabilità di vincere un bel bottino. Dopo un po' l'avevo vista venire ai nostri sedili, sembrava alquanto arrabbiata e io avevo detto: "Ho un lettore mp3, vuoi ascoltare un po' di musica con me!"
Marica: "Senti, adesso basta, rivoglio ciò che è mio!"
Non capivo se stava scherzando o se faceva sul serio, il suo sorriso era sparito e la sua espressione non era per niente chiara: era come se stesse piangendo, adirata ed eccitata nello stesso identico momento.
Io: "Ce l'ho nella mia tasca sinistra… Vuoi prenderla da sola?"
Si era girata ancor di più verso di me con tutto il corpo, mi aveva afferrato la maglia e la camicia sul collo stringendola in pugno.
Marica: "La devi smettere di provocarmi, altrimenti io… Io … Io…. Grrrrr!"
Io: "Altrimenti? Altrimenti Tu? Cosa?"
Aveva mollato leggermente la presa, l'avevo guardata dritta negli occhi, con un gesto veloce poi avevo afferrato in suoi capelli con la sinistra dicendo: "Lasciami!"
Eravamo in una posizione di stallo e sembrava che nessuno dei due volesse mollare la presa.
Io: "Che facciamo? Ti arrendi e firmiamo un armistizio?"
Marica: "Non mi arrenderò mai!"
Io: "Bene allora rimaniamo così finché uno dei due si stanca… anche se…"
Eravamo molto vicini, se avessi chinato la testa forse le avrei dato una testata, non mollavo la presa continuandola a guardare negli occhi ed anche lei mi guardava fisso. Era una sfida a chi cedeva per primo e io continuavo a guardarla fissa. Dopo un po' aveva abbasato gli occhi e aveva forse guardato la mia bocca, anche io avevo fatto lo stesso e non posso negare che sentivo il forte desiderio di un altro bacio.
Io: "Se ti lascio io puoi farmi quello che hai in mente tu, se mi lasci tu, posso fare quello che ho in mente io!"
Marica: "Tu cosa hai in mente?"
Io: "Credo la stessa cosa che hai in mente tu!"
Il silenzio era ancora sceso tra di noi, io però mi ero avvicinato di qualche millimetro.
Marica: "Che fai?"
Io: "Nulla, non mi sono mosso di un millimetro!"
Marica: "Ah mi sembrava… Comunque, cosa tu pensi che io ho in mente? Come può nella tua mente apparire quello che ho nella mia mente?"
Avevo chinato gli occhi e avevo appoggiato la mano sul suo ginocchio sinistro.
Marica: "Togli immediatamente la mano da lì!"
Io: "Scusami, la posizione è scomoda, mi sono solo appoggiato… Ecco qua!"
Avevo tolto immediatamente la mano mostrandogliela.
Marica: "Ma che razza di tipo sei, se te la mettessi io la mano sul ginocchio tu cosa faresti?"
Io: "Ti direi che quello che cerchi sta più su!"
Marica mi aveva dato uno strattone tirandomi a se e aveva detto: "Adesso ti ammazzo!"
Io: "Allora preparati, perché mentre tu mi ammazzerai io ti bacerò ancora!"
-SI PREGA ALLAVCCIARE LE CINTURE DI SICUREZZA, ASSUCURASI CHE IL VANO DEL TAVOLINO SIA CHIUSO CORRETTAMENTE!- aveva interrotto tuonando l'avviso del comandante e le hostess avevano cominciato il giro per controllare.
(continua...)
Buon pomeriggio con la
Un sorriso per illuminare la
@selvaggia46: grazie per la
@valtergiraudo: direi che sarebbe meglio!
@jolyjoly54: Ricambio il sorriso!
@katia1408: non allacciare troppo forte, altimenti è difficile slacciare!
@selvaggia46 : Grazxie per il
@jolyjoly54: Come niente scherzetti? certo che cii sarannon scherzetti! Io sono molto burlone!
@unsogno: Grazie per il dolcetto, ti sei salvata dai miei scherzetti!
@unamoretuttomio: Grazie per il passaggio, spero di rivederti
ho allacciato le cinture...
un sorriso..per la
Beh... se ad ogn i"io ti
Bambino, se trovi
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore. Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie. Fa delle tue mani due bianche colombe e portino la pace ovunque e l'ordine delle cose. Ma prima di imparare a scrivere guardati nell'acqua del sentimento < ADA MERINI >
Buonanotte gioia...
glitter-graphics.com ecco
glitter-graphics.com
ecco il dolcetto ..un po' in ritardo
grazie e buona serata
giulia
..allora niente
spero anche nessun scherzetto...almeno..
Un sorriso a te..ciao
Anche a me stanotte non