La vacanza a Milano 11
Io e il conducente del furgoncino che avrebbe dovuto portarci in albergo, avevamo lasciato le ragazze parlare con Debora e ci eravamo incamminati verso il parcheggio. Ripensavo che era una fortuna che i rispettivi fidanzati di Marica e di Amanda erano arrivati poco dopo il gesto di Amanda, restando con loro solo il tempo necessario per invitarle dopo la cena. Assorto nei miei pensieri durante il tragitto tra l'uscita e il furgone, il conducente mi aveva riportato alla realtà facendomi una domanda alquanto strana: "è di suo gradimento la ragazza?"
Io: "Quale ragazza?"
Conducente: "Quella che le ha offerto le ciliegie!"
Con aria perplessa mi ero fermato un secondo, poi avevo ripreso il passo domandando: "Perché me lo chiede?"
Conducente: "Come perché? Sarà la sua assistente! "
Io: "Assistente? Non era una hostess dell'aeroporto? E poi… Assistente… Per fare che?"
-La mia assistente? Devo solo presentare un libro, mica devo costruire la bomba atomica?!?!?!?!- Avevo pensato mentre ci eravamo fermati accanto al furgoncino. Il conducente mi aveva guardato dritto negli occhi dicendo: "Davvero non sapeva nulla?" avevo negato con la testa, sempre più perplesso e il conducente aveva aggiunto: "La padrona dell'albergo ha insistito che avesse i nostri servizi migliori, il trattamento migliore e la camera migliore e senza alcuna spesa da parte sua… La ragazza sarà una specie di segretaria personale: ogni giorno fisserà i suoi appuntamenti con i personaggi di spicco del posto e le sue visite alla città!"
Io: "Ma io non sono il Presidente della Repubblica!?!?!"
Conducente: "Immagino la sua perplessità, ma la padrona dell'albergo è una sua lettrice appassionata e per lei è un onore averla nel suo albergo."
Stentavo a credere alla mie orecchie. Credo che avevo la bocca spalancata a perdita d'occhio.
Io: "Mi sembra esagerato fare tutto questo per me… Manco fossi… Bho! E se veniva un Goldoni, un Pirandello, un Voltaire… La padrona che faceva? Si stendeva a terra come tappetino?" il conducente aveva sorriso e io avevo continuato: "No no, dico davvero! Io… io, io, non merito davvero tutto questo e non so proprio come ricambiare tutta questa stima! Mi sento come un re!"
Conducente:"è proprio quello che la padrona vuole!"
Io: "Non saprei come ricambiare!"
Il conducente mi aveva aperto la porta, avevo preso posizione proprio nei sedili dietro al conducente per riuscire a carpire anche un solo piccolo segreto su come ricambiare questo immenso regalo che con tutto il mio cuore credevo fermamente di non meritare. Il conducente aveva preso posto davanti a me e io mi ero allungato in avanti per dire: "Mi dica anche solo un piccolissimo modo per far contenta la padrona… Anche microscopico!"
Conducente: "Forse le manca la sua firma sul suo libro!"
Io: "Allora glielo firmerò sicuramente, anche pagina per pagina e se non fosse sufficiente mi farò dare una penna con inchiostro d'oro!"
Il conducente aveva sorriso, poi avevo visto avvicinarsi le tre ragazze al furgoncino, avevano aperto la porta. Marica era entrata per prima e Amanda subito dopo per prendere posto nei sedili dietro di me; non mi avevano ne salutato ne tantomeno mi avevano sorriso o parlato e il loro improvviso mutismo destava in me non pochi sospetti. Era come se qualcuno avesse impedito loro di parlare con me, oppure tramavano qualche cosa. I miei pensieri avevano cambiato immediatamente direzione quando la coscia di Debora aveva fatto ingresso nel furgone, chinandosi leggermente la sua minigonna mi aveva fatto notare i pizzi classici delle calze autoreggenti. Calze autoreggenti, che inebrianti parole: mai nella storia, credo, sia stata inventato qualche cosa di più diabolico delle calze autoreggenti. Esse hanno il potere di stuzzicare pensieri e istinti primordiali che mettono in moto gli ormoni facendoli correre talmente veloce da fare testa coda e risvegliare il lupo mannaro che risiede in ogni uomo degno di essere chiamato tale e se per caso ad esse si unisse un bel corpetto pieno di laccetti, il lupo mannaro produrrebbe tanta di quella bava che se fosse raccolta e messa confronto di tutti i mari e gli oceani esistenti sul pianeta, questi ultimi risulterebbero pozzanghere. Ammetto che avevo fissato le sue cosce tutto il tempo, fino a che si era seduta affianco a me.
Debora: "C'è qualche cosa che non va? Si sono rotte le calze?"
Io: "No, no, guardavo i disegni dei tappetini di questo furgoncino!"
-Seeeeee! Ceeeeerto! Come no!- pensavo -A confronto Pinocchio è un dilettante… idiota diglielo che ha delle belle cosce!-
Debora: "Ah! Si ha ragione! Poi uno come lei che scrive quelle cose… Chissà quante ragazze ha visto! Non penso che si sarebbe messo a guardare proprio le mie gambe!"
Io: "E perché no?"
Debora: "Ma su, non ci crede nessuno che guarderebbe proprio me, chissà quante belle ragazze conosce!"
La ragazza credeva davvero che per quello che scrivevo, avessi avuto e fossi pieno attualmente di tante donne. Ammetto che avevo avuto sette fidanzate e ammetto che avevo avuto alcune avventure, ma in realtà sono sempre stato come il fratello della ciglia: tutte lo vogliono e nessuna lo piglia.
Io: "Guardi… io non so che idea si è fatta di me, ma le posso garantire che sono stato fidanzato sette volte e tutte e sette le volte mi hanno lasciato per un altro!"
Debora: "Non ci credo!"
Io: "Liberissima di farlo, ma sto affermando il vero!"
Mi aveva guardata perplessa, si era girata, era rimasta un po' in silenzio e poi rigirandosi aveva detto: "Difficile crederla, ma voglio farlo! Comunque in questa settimana la seguirò quasi ovunque, quindi avremo modo di conoscerci!"
Io: "Non vorrà mica seguirmi pure nel bagno degli uomini?!"
Aveva sorriso poi aveva afferrato la cartellina e guardato i vari appuntamenti.
Debora: "Dunque…. Alle 17 devo venire da lei a discutere per come organizzare le sue visite e alle ventuno forse ci sarà la cena con le autorità del posto."
Io: "Da me? Dove? In camera mia?"
Debora, decisa e senza imbarazzo, sistemandosi i capelli al lato destro con un gesto elegante e raffinato, aveva detto: "E certo! E dove altro allora?"
Io: "Si, ma la mia è la tana del lupo!"
Debora: "E io sono cintura nera di karate!"
Io: "Bhe allora basta che non mi salta addosso e mi violenta, può venire!"
Aveva sorriso, aveva accavallato la gamba destra sulla sinistra e le calze, sfregandosi leggermente tra loro, avevano emesso un lievissimo sibilo. Io avevo afferrato il mio lettore mp3 e lo avevo messo nelle orecchie ascoltando alcune tre le canzoni che preferisco.
Dopo venti minuti circa, eravamo ormai giunti all'albergo un ragazzo aveva aperto la porta e dalla furgone era scesa Debora e poi Amanda. Marica si era trattenuta, mi aveva in un attimo afferrato per la gola dicendo:"Bastardo! Spero ti divertirai con la tua segretaria!"
Io: "Oh si! Sicuramente mi divertirò! Magari mi registro anche, mentre faccio le cose con lei e te le faccio vedere!"
Marica: "Ti odio sempre di più!"
(Continua...)
BUONGIORNO G&G I VOSTRI
BUONGIORNO G&G
I VOSTRI SCRITTI SONO SEMPRE PIACEVOLI DA LEGGERE.
ASPETTO LA PARTE EROTICA DEL RACCONTO.
KISS
Anche io ti "odio" ci lasci
Tiri fuori le insane
B BUONGIORNO G&G MENTRE
BUONGIORNO G&G
MENTRE GARGIULO E' UN DRAGHETTO GOTULANI E' UN BRUCHETTO
QUESTA ERA LA RISPOSTA ALLA MIA DOMANDA DI TEMPO FA.
CHI DEI DUE E' IL BRUCO???
LA RISPOSTA ERA SEMPLICE
IL RACCONTI SI FA SEMPRE PIU INTRIGANTE.
COMPLIMENTI PER GLI SCRITTI.
KISS
..essere trattati da..Re..non
Buona serata e un sorriso..ciaooo