La vacanza a Milano 13
Avevo chiuso il rubinetto e mi ero infilato l'accappatoio. Mentre mi asciugavo, quella camera immensa e lussuosa, mi era cominciata ad apparire fredda buia e tetra. Come potesse apparire ai miei occhi una camera così piena di colori, di luci e di sfarzi, come una camera buia tetra e fredda, non lo so, quello che sapevo di sicuro era che avvertivo qualche cosa che non andava, era come se mancasse il calore in quella stanza. Forse non c'erano mai stati abbracci carezze, o forse c'erano stati, ma non quelli incondizionati, quegli abbracci e quelle carezze date per il semplice gusto di farlo, senza aspettarsi nulla in cambio, quegli abbracci che si danno a parenti o amici perché si sente qualche cosa nel cuore come l'affetto, la stima, l'amore. Ecco cosa mancava, o cosa era sempre mancato in quella stanza: l'amore quello vero, quello incondizionato e travolgente, forse persino quello che si prova nei confronti di un amico o un conoscente. Mi ero vestito in fretta tra questi pensieri indossando il mio primo vestito di marca della mia vita. Anche se ora potevo permettermi di tutto, sono stato sempre dell'opinione che spendere una cifra troppo alta per un vestito, sono soldi sprecati, fatta sola ed unica eccezione per il vestito del matrimonio. Da ragazzo a me è stato insegnato a valorizzare persino i centesimi e, anche se non aveva attecchito molto questo insegnamento ed avevo speso spesso i miei soldi in aggeggi elettronici, continuavo comunque a non spendere troppo per gli abiti. Stavo prendendo il mio completo a giacca fuori serie di Dolce e Gabbana. Lo avevo trovato in un negozio che vendeva le collezioni degli anni precedenti in saldo, lo avevo pagato intorno ai 500 euro ma li valeva tutti. Era di un colore grigio tendente al rosa, sul taschino della giacca posta sul petto e sulla tasca posta sul gluteo a destra, vi erano cuciti i marchi D&G. Qualcuno aveva bussato alla porta e appena dissi avanti ecco che era arrivata la segretaria.
Io: "Già qui? Non avevamo appuntamento per la cena!"
Debora: "Si lo so ma ho pensato che ti facesse piacere se venivo prima per qualche aperitivo o per parlare un po'!"
Non avevo risposto e lei si era avvicinata lentamente a me. Indossava un completino semitrasparente, delle calze a rete e si intravedevano il suo perizoma e il suo reggiseno di pizzo.
Debora: "Ti piace come mi sono vestita?"
Io: "Io penso che tu sai già come andrà a finire la serata vero?"
Debora: "No non lo so! Credevo che fossi diverso dagli altri! Non mi dire che hai pensato che ci sto provando con te?"
Avevo pensato - Non ci sta provando? E se ci provava che faceva? Si faceva direttamente trovare nuda nel letto?-
Debora: "Se volevo provarci mi facevo trovare direttamente nuda nel letto!"
Avevo pensato -Ecco! Sul nu tern nun angarr!" (traduzione: solo un terno non indovino!)
Debora: "Che cosa sta pensando?"
Io: "Alle estrazioni del lotto!"
Debora: "Ma oggi è domenica, non le fanno!"
Avevo sorriso poi avevo pensato che volevo farle una cosa speciale. Era per me importante donarle almeno qualche cosa e siccome sono sempre stato bravo a fare i fiori di carta, mi ero prefisso come intento quello di preparare un bel bouquet in diretta per lei, ma mi mancava la carta. Avevo pensato ad un modo per andare a prendere la carta dicendo: "Facciamo una cosa, aspettami qui, vado a prendere un attimo una cosa in reception!"
Ero uscito dalla camera e avevo notato che sul pianerottolo vi era un ragazzo pronto per accompagnarmi dove volevo. -No! Non va proprio bene così!- avevo pensato ed ero immediatamente ritornato nella mia camera pensando di sgattaiolare dalla finestra come nei film, quando mi venne in mente della porta di servizio che dava proprio sulle scale. Avevo imboccato in fretta le scale, poi con impeto avevo percorso le prima rampa di scale e camminavo tranquillo per raggiungere l'ascensore, quando qualche cosa sott'occhio aveva colpito la mia attenzione. Avevo fatto qualche passo indietro per guardare meglio e avevo visto una porta aperta. Pensando che fosse una cameriera avevo dunque buttato un occhio per poter ringraziare di persona l'autrice della pulizia di una camera come la mia così immensa. Quello che avevo visto non era la cameriera ma due corpi di donna nudi, intrecciati tra loro con lenzuola sfatte, si dimenavano e si scuotevano vibrando insieme. Avrei dovuto scappare e nascondermi, ma ero invece sempre più curioso ed ero rimasto a guardare le due donne che ci baciavano tra loro voracemente, come se non avessero mai conosciuto baci in vita loro e guardavo i loro corpi dimenarsi, fremere e muoversi l'una nell'altra. Di capelli biondi e ricci con corpo minuto ma proporzionato era la prima e di capelli lunghi e neri con corpo muscoloso e liscio era la seconda. Spingevano i loro corpi l'uno contro l'altro, poi la bionda aveva avuto il sopravvento andando sopra la bruna. La bionda aveva smesso proprio in quel momento di baciarla e aveva detto: "Era da tanto che ti desideravo Marica e finalmente, grazie a quello scrittore che ti ha eccitata, ho potuto averti!"
(Continua...)
BUONGIORNO G&G. SONO
BUONGIORNO G&G.
SONO PASSATA AD AUGURARVI IL BUON NATALE ED UN FELICE ANNO NUOVO CHE VI PORTI SODDISFAZIONI NEL CAMPO LETTERARIO.
ASPETTO IL SEGUITO.
KISS
moooolto..curioso..lo
ciao e buona settimana...
Si fa sempre più
BUONGIORNO G&G IL RACCONTO
BUONGIORNO G&G
IL RACCONTO SI STA' FACENDO INTERESSANTE.
ASPETTO LE SCENE INTIME EEHEHE
KISS
BUONASERA G&G. BEL COLPO
BUONASERA G&G.
BEL COLPO DI SCENA FINALE
VOGLIO IL SEGUITOOOO!!!!!
KISS