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DRAGΩSSIDO è il sito Ufficiale di Antonio Gargiulo, poeta, ricercatore, scrittore, libero pensatore, webmaster e webdesign che ha inventato questa parola per unire la fantasia e la scienza in un unico punto.Per maggiori informazioni, consulta le Istruzioni e/o i Termini d'uso
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15 La vacanza a Milano
La vacanza a Milano 15 Ancora frettolosamente avevo chiamato l'ascensore continuando a infilarmi le scarpe e senza badare a nulla ero entrato di corsa schiacciando il tasto del piano terra. Mi ero inginocchiato per allacciare la scarpa e poi avevo fatto altrettanto con l'altra, ma dopo un paio di piani l'ascensore si era fermato, forse, per prendere altri clienti dell'albergo. Le porte si erano aperte ed io, ancora in ginocchio, mentre continuavo ad allacciare la seconda scarpa, avevo alzato lo sguardo e di fronte a me c'era Marica. Era vestita con cappotto aperto dal quale spiccava un abito a portafoglio di tutto rispetto con un cordoncino attaccato in vita, capelli legati dietro a coda di cavallo e rossetto di un rosa tendente al rosso. Mi ero alzato alla sua vista di scatto guardando le sue movenze mentre camminava con passo deciso fiero e austero, ma lei aveva fatto finta che nell'ascensore non ci fosse nessuno ed io le avevo detto: "Che fai non saluti più?" Con aria scocciata e antipatica e senza girare lo sguardo, come se stava proprio parlando con la pulsantiera, aveva risposto: "Non credo che dovrei!" Io: "E perché? Che ho fatto?" Marica: "Intanto la tua segretaria…. Segretria! Seee, proprio una segretaria quella! Lasciamo stare!" Mi ero girato completamente verso di lei e avevo detto, duro e scocciato dal suo atteggiamento: "Scusami, ma c'è qualche cosa che non va?" Marica si era girata guardandomi negli occhi, poi abbattendo leggermente la testa a destra e scuotendo la testa, aveva detto: "Ma possibile che sei davvero ingenuo?" Avevo innalzato le spalle e allargato le braccia proprio di chi non sa a cosa l'altro interlocutore si riferisce e Marica aveva detto: "La tua segretaria, arrivati all'aeroporto ha detto a me e alla mia amica: <è inutile che vi fate strane idee, i clienti importanti dell'albergo dove lavoro, sono tutti miei e me li faccio tutti io, quindi toglietevi dalla testa qualsiasi tentativo di provarci con lui perché lui è già mio, anzi, evitate persino di rivolgergli la parola!>" Io: "Stai scherzando?" Marica: "No no! È tutto vero!" Io: "Ma lei mi ha detto che solo io non ci avevo provato con lei e che solo io prendevo sul serio il suo lavoro… e che io…" Marica avvicinandosi a me aveva detto: "Si certo… E poi scommetto che si è pure messa a piangere e tu le hai asciugato le lacrime con le mutandine che aveva addosso!" Io: "Guarda io non so che idea ti sei fatta di me, ma io non ho fatto nulla, piuttosto tu.. Chissà che hai fatto ieri sera!" Il silenzio si era introdotto improvviso poi Marica aveva replicato abbassando gli occhi: "Ieri … Ecco io…. Non so che mi è successo… Ecco… Ma…. Ma… Ma.." Io: "Mamma Maria maaa, ma ma ma mamma Maria…. Era una canzone dei Ricchi e Poveri!" -din- l'ascensore era arrivato a piano terra. Io: "Senti, dove stai andando?" Marica: "Al centro commerciale!" io: "Vengo con te!" Girandosi aveva messo la mani sui fianchi alla Peter Pan, ma l'aria era decisamene arrabbiata, e sporgendosi in avanti, muovendo freneticamente la testa, aveva detto: "Non se ne pala proprio! Non voglio mica passare un guaio con la tua bella segretaria!" Debora: "Già! non se ne parla proprio di uscire con.... Questa!" aveva detto mostrando Marica su e giù con il braccio e la mano tesa con aria di disprezzo e disapprovazione. Io e Marica ci eravamo girati stupiti ed io ero oltremodo sorpreso dal fatto che neanche cinque minuti prima, era uscita di corsa dalla stanza senza lasciarmi un minimo di spiegazione. Mi ero precipitato in reception perchè mi dispiaceva che si licenziasse a causa mia ed ora era lì, come se sapesse già che sarei sceso. Mentre uscivamo dall'ascensore, spazientita aveva proseguito: "E poi non dimentichi che stasera deve incontrare il sindaco!" io: "Signorina Debora, lei sta esagerando!" Debora: "Io ho fatto già una lavata di testa a questa ragazza, perchè sono tutte uguali: vedono il personaggio famoso e si piombano subito addosso!" io: "A parte che questa ragazza non sapeva proprio chi fossi, ma anche se fosse così, lei non deve intromettersi nella mia vita! Io faccio quello che mi pare! Ero venuto a fermarla dal licenziamento, ma se mi deve stressare, faccia pure! Si licenzi! Io vado in giro con questa ragazza, lei faccia un po' quel che vuole! Arrivederla!" Avevo afferrato Marica in vita e come ero sempre d'uso fare con e donne, le avevo aperto la porta d'uscita dell'albergo e la porta del taxi facendola accomodare, poi avevo fatto il giro per accomodarmi a mia volta dall'altra parte e mi ero accomodato chiedendo al Taxista di portarci al centro commerciale. Marica: "Che uomo galante sei! Mai ricevute tante attenzioni!" io: "Ma io sono sempre così, con qualunque donna esce con me!" Un attimo di silenzio era sceso nel taxi, ma ci scrutavamo a vicenda, poi avevo detto: "Che cosa devi comprare al centro commerciale?" Marica: "Io devo fare un po' di spesa per una cena con gli amici e tu?" -Amici, ha detto amici! Quindi quello che stava con lei non era il suo fidanzato?- avevo pensato tra me, poi avevo interrotto il silenzio e avevo detto: "Ecco io.... devo... insomma.. devo andare a comprare degli oggetti un po'... Intimi!" Marica si era girata guardandomi fissa: "Hai dimenticato mutande o calzini a casa?" io: "Ecco io... non l'ho dimenticati a casa… Li ho dimenticati…." Marica, sorpresa, e si era girata verso di me, aveva messo il gomito sinistro sul ginocchio sinistro e aveva poggiato il torso della mano sul ginocchio destro. La sua mano sinistra aperta, aveva accudito il gomito destro che si era incastonato perfettamente, con la mano destra aveva fatto una sorta di elle sulla quale aveva appoggiato il suo mento e aveva detto: "Non mi dire che adesso sei senza....!" Io, facendo il vago, avevo risposto con gli occhi verso il basso, un po' vergognato della cosa: "Ehm… ecco... Sai com'è.... Per fare presto... Per evitare che licenziassero quella tipa... Cerca di capire!" Marica: "E come mai non le avevi, te le ha rubate lei, o te le ha tolte ieri notte prima di fare sesso e poi non ti ricordavi dove.... insomma..." Io avevo detto, interrompendo Marica: "Marica io non so che dirti, non ricordo nulla di ieri sera, soltanto una cosa ricordo perfettamente!" Marica: "Ah si? E quale? Il sesso fatto con lei?" io: "No Marica, ero sul tuo pianerottolo ieri sera... La porta era aperta e io ho afferrato una bottiglia e mi sono ubriacato, il resto non me lo ricordo!" Marica alterata: "Sei un porco guardone!" Non avevo risposto ed avevo guardato fuori dal finestrino e Marica aveva fatto altrettanto. Era sceso il silenzio per una decina di minuti, poi Marica, continuando a guardare fuori del finestrino aveva confessato: "Scusami, non so che le è preso alla mia amica… Ma soprattutto a me... Stavamo rilassate sul letto quando Amanda ha cominciato a entrare ed uscire nuda... Io le dicevo "che fai?" e lei mi rispondeva "Dai divertiamoci solo un po'!" … io le dicevo "Basta, smettila!" e quella continuava… allora l'ho afferrata con forza trascinandola sul letto... il resto forse lo sai... ma non hai visto il finale............" (continua...)
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BUONGIORNO G&G BUON ANNO
BUONGIORNO G&G
BUON ANNO 2010
KISS
Ma concludi qualcosa o no ?
BUONGIORNO
BUONGIORNO G&G.
COMPLIMENTI PER LO SCRITTO MA CI VUOGLIONO ANCHE SCENE EROS.
ma..ma..ma... Mamma
Mamma Maria..ma..ma..ma...ahahha..forte..questa..risposta..
bravo..come sempre...
buona serata..ciao..ciao