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DRAGΩSSIDO è il sito Ufficiale di Antonio Gargiulo, poeta, ricercatore, scrittore, libero pensatore, webmaster e webdesign che ha inventato questa parola per unire la fantasia e la scienza in un unico punto.Per maggiori informazioni, consulta le Istruzioni e/o i Termini d'uso
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16 La vacanza a Milano
La vacanza a Milano 16 Il taxi si era fermato all'ingresso e Marica aveva detto: "Ed ora come fai a fare il galante?" io: "Eh! In effetti hai ragione! Dovrei soltanto sporgermi, allungandomi addosso a te per aprirti la porta!" Marica: "Ecco, appunto! Faccio da sola! Grazie lo stesso!" Avevo afferrato il portafoglio e pagato il tassista, poi con Marica ci eravamo incamminati verso l'ingresso. La giornata era talmente piacevole che permetteva anche di essere senza cappotto ed era una fortuna per me visto che ne ero sprovvisto. Marica aveva lasciato il suo cappotto aperto e libero di seguire le sue movenze nella camminatura, avanzando leggera ma con passi irregolari, come se fosse assorta nei pensieri ed anche la sua espressione lasciava immaginare questo. Stavamo per raggiungere l'ingresso quando Marica aveva rotto il silenzio dicendo: "Ora mi vendico!" Io: "Vendichi di cosa?" Marica non aveva risposto e io avevo domandato ancora: "Non starai mica pensando ancora alla segretaria?" Marica: "No,veramente pensavo a ieri!" Io: "E che cosa? Al fatto che ho sbirciato? Guarda, io, non so come chiedere..." Marica mi aveva interrotto proprio sull'ingresso del centro commerciale, mi aveva tirato a se strattonandomi, poi mi aveva spinto verso una delle porte di vetro accanto a quelle automatiche. Sentivo i suoi vestiti sfiorare i miei, i suoi occhi fissavano i miei, mentre i miei si disperdevano come naufraghi dentro ai suoi. -Oh Si! Adesso mi bacerà!- avevo pensato e avevo desiderato, ma invece mi aveva coperto la bocca con la sua mano destra e aveva detto: "Basta parlare! Adesso zitto e seguimi, senza fare domande!" Poi era rimasta ancora in quella posizione e aveva detto: "Vorresti baciarmi ancora vero? Tu seguimi senza fare domande! Perchè ora ti farò morire!" Avrei potuto afferrarla a mia volta e stringerla a me, invece ero rimasto a guardarla e lei aveva rigirato la sua testa leggermente, aveva dischiuso leggermente le sue labbra come un fiore nei primi secondi della sua apertura, si era avvicinata piano a me, sempre di più, sentivo il suo fiato uscire dalla bocca. Le sue labbra avevano incontrato la sua mano che ancora copriva la mia bocca, poi aveva dato un bacio di uno schiocco soffice e delicato e si era allontanata di poco dicendo: "Questo è solo l'inizio!" Quei gesti mi avevano addir poco estasiato e posso ammettere senza imbarazzo che anche l'eccitazione era stata abbastanza sentita. Marica si era allontanata di scatto lasciandomi ed io avevo messo le mani in tasca mentre lei entrava fiera, decisa e sicura nel centro commerciale, con un sorrisino che lasciava immaginare che di li a poco si sarebbero susseguite delle vicende molto diaboliche. Ma come mai tutto questo? A cosa si riferiva? Cosa doveva farmi pagare? Su cosa si doveva vendicare? Se non si riferiva alla segretaria e se non si riferiva al fatto che l'avessi vista baciarsi e dimenarsi con la sua amica, allora a cosa si riferiva? Arrivati vicino ad un negozio di abbigliamento, aveva detto: "Aspettami qui!" Io: "Ma io ho bisogno di comnprare…!" Marica: "Shhhhh! Ti avevo detto di non parlare! Devi subire!" Aveva riso tra se, come chi stava tramando qualche cosa di pesante, era entrata nel negozio e, dopo averla vista parlare un po' con una ragazza ed essere andata nel retro, era tornata da me senza cappotto e aveva detto: "Eccomi!, possiamo andare!". Aveva fatto un solo passo fermandosi all'istante e aveva aggiunto: "Voglio guardare le vetrine!" poi guardandosi intorno aveva indicato: "Ecco! Quella, per esempio!" Avevo seguito senza discutere. Sono una persona a cui fa piacere comunque guardare le vetrine, un po' meno delle donne, ma mi fa comunque piacere, ma la situazione non era delle migliori perché non ero proprio a mio agio visto che comunque non indossavo le mutande. -Ecco di cosa deve vendicarsi!- avevo pensato -E certo! adesso mi farà perdere tempo a trovare il negozio per farmi stare più a lungo possibile senza, come io ho fatto con lei!- avevo sorriso poi avevo terminato il pensiero -Allora vuoi la guerra? E va bene! Sto preparando i carri armati!- Marica: "bhe, dimmi che ne pensi?" Ero ancora lontano e non avevo risposto, anche se sorridevo trame e me per i miei pensieri e Marica aveva aggiunto guardandomi: "Su dai vieni più vicino e dimmi che ne pensi!" Ancora da lontano avevo risposto: "Marica io penso una cosa: se scendo in guerra, io lo faccio lottando con mani sapienti che come carri armati che esplorano il territorio, per conquistare valli, promontori, colline, pianure, grotte e anfratti e mi fermo solo se le ho conquistate tutte... Non so quanto ti conviene!" Marica si era rigirata verso la vetrina e aveva coperto male un suo sorriso dicendo ancora: "Su dai, avvicinati e dimmi che ne pensi!" Mi ero avvicinato e Marica si era chinata di poco a guardare il prezzo affermando: "La vedi la targhetta giù dei prezzi!" Io avevo gli occhi fissi sul culetto che avava appuntito apposta e avevo detto: "Eh! Vedo! Vedo!" Marica: "Ma come fai da lì sei troppo lontano! Vieni più vicino!" Mi ero avvicinato mettendomi di fianco a lei e dicendo: "Qui ora vedo! Costa un po'! se vuoi comprarlo ti aspetto qui!" Marica: "Ho capito, non ti piace questa vetrina! Andiamo a vedere quella di fronte?" Avevo assecondato e lei era subito corsa verso l'altra vetrina chiamandomi: "Su dai avvicinati e dimmi che ne pensi!" Ancora una volta Marica si era rigirata verso la vetrina poi si era chinata un po' in avanti a guardare i prezzi e io avevo esclamato da lontano: "Questa è decisamente meglio di quella di prima!" Marica: "Ma come fai a dirlo se sei così lontano! Vieni più vicino!" Mi ero messo affianco a lei e ancora una volta lei aveva cambiato vetrina sostenendo che più avanti c'era una più bella che mi sarebbe piaciuta. Per altre tre volte la scena era stata sempre identica, finchè mi ero deciso ad entrare in guerra e giocare pesante. Marica: "Dai andiamo a vedere quella vetrina di fronte?" Io: "Va bene Marica, vengo dietro di te!" Seguivo passo passo Marica dietro di lei e Marica: "Che fai?" Io: "Ti seguo!" Aveva sorriso fino alla vetrina dove si era fermata, mi aveva sovoisto dietro di lei a circa venti centimetri di distanza e aveva detto: "Ho capito! Andiamo al negozio di intimi?" Io: "E come mai non mi dici di avvicinarmi adesso?" Marica si era rigirata, mi guardava fissa negli occhi avvicinandosi di più mi aveva poggiato una mano sulla spalla e cin il viso si era avvicinata al mio orecchio sussurrando: "Perché ho bisogno anche io di mutandine, le ho lasciate nel negozio della mia amica!... Forse è vero o forse no quello che ti ho appena detto, ma so perfettamente che ti ho eccitato all'idea di sapermi senza mutandine e a me eccita l'idea di farti eccitare come tu hai fatto con me ieri per tutto il giorno!" (continua...)
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ti auguro un Sereno
BUON POMERIGGIO
BUON POMERIGGIO G&G.
BUONE FESTE
KISS
baci sensuali
Un sorriso e il mio un mio
..condivido..il
Bravi..davvero...
e..poi,...bello..guardare..le vetrine..(anche dell'intimo..ahahah)..
buona serata..e..un sorriso..ciaoooo
BUONASERA CARISSIMI
BUONASERA CARISSIMI G&G.
STO' SEGUENDO TUTTE LE PUNTATE E GRAZIE PER DARE IL TEMPO DI LEGGERE A TUTTI NOI.
LEGGENDO NOTO SEMPRE PIU LE VOSTRE DOTI DA SCRITTORI.
LASCIATE IN SUSPENCE IL LETTORE, FATE DEI BELLISSIMI DIALOGHI CHE NON CADONO MAI NELLA VOLGARITA', LASCIATE LAVORARE L'IMMAGINAZIONE, RIUSCITE NELLO SCRIVERE A FAR SOGNARE IL LETTORE.
QUESTA E' CLASSE
KISS