La vacanza a Milano 17
Una commessa alta, con capelli biondi legati sul retro che terminavano in una coda grossa e vistosa, ma non lunga, indossava un abito bianco molto particolare poiché aveva pieghe verticali regolari e parallele che si ripetevano a distanza di cinque centimetri l'una dall'altra. Di fisico snello sul metro e ottanta, con sorriso smagliante e imponente, ci aveva accolto all'ingresso del negozio di indumenti intimi aprendoci la porta al nostro arrivo. Il mio sguardo si perdeva tra pizzi, merletti, tanga, culottes, reggicalze, autoreggenti e tante diavolerie. In una ala gli intimi sembravano formare tanti bouquet colorati che andavano dal bianco, al rosa, al rosso acceso e brillante; in un'altra ala sembrava di guardare la spuma del mare che si sussegue con il suo bianco, il celeste, l'azzurro, in verde mare; e di fronte tutta una serie completa di neri e grigi, si incastonavano tra loro come in una foto in bianco e nero. Al centro dal negozio un tavolo immenso fatto di vetro, dietro al quale vi era una signorina con capelli neri a caschetto, una frangetta tagliata in modo perfetto, i capelli ai lati che coprivano a tratti alcuni spezzoni delle sue guance e un abito grigio. Due occhioni ben truccati, valorizzavano molto bene i suoi occhi azzurri, un aria da furbetta e un sorriso che formava una graziosa fossettina a sinistra delle sue labbra, completava il quadro. La bionda sulla porta, Marica e poi la bruna dietro al tavolo. Ero in mezzo a tre donne: non potevo stare meglio di così e in un attimo mi era comparsa l'immagine di me vestito da indiano che montavo una tenda apache in quel negozio, poi mi mettevo due dita di trucco sotto gli occhi, piantavo un palo nel pavimento, le legavo tutte e tre e giravo intorno in danza per averle fatte prigioniere. Subito dopo mi era comparsa l'immagine di me vestito da cowboy che le salvavo e come nei film dopo il salvataggio, ci voleva il bacio. -Si ma nei film quella da salvare è una sola! Qui sono tre! Che faccio? Bacio tutte e tre?- avevo pensato, e Marica aveva interrotto il mio pensiero dicendo: "Ti vedo pensieroso! Che pensi?"
Io: "Agli indiani e ai Cowboy!"
Marica: "E non c'entrano niente con questo negozio!"
Io: "C'entrano, c'entrano! Ai voglia se c'entrano!"
Non aveva replicato, si era avvicinata ad uno degli scaffali e le sue mani si erano già fiondate su quelle stoffe. Mentre la bionda era andata da lei per chiedere cosa potesse servirle, io mi ero avvicinato al bancone e avevo chiesto molto timidamente degli slip da uomo. Alla ragazza avevo spiegato che gli slip che porto di solito sono elasticizzati anche nelle zone dove c'è il normale tessuto. Per fortuna la ragazza aveva capito che si trattava di slip che erano fatti completamente in Lycra e mi aveva detto che questi slip non si vendevano molto e che si trovavano nel magazzino sotto al negozio. La porta del negozio si era aperta proprio in quel momento ed una donna sui cinquant'anni si era avvicinata decisa verso la cassa, domandando alle due ragazze come andava. Marica aveva chiesto alla biondina di vedere delle calze autoreggenti, forse per passare il tempo o forse per prenderle davvero e la ragazza dai capelli neri aveva chiesto alla signora di accompagnarmi nel magazzino a cercare gli slip che le avevo chiesto. Guardavo Marica scegliere le calze con l'aiuto della bionda che aveva un certo non so ché nel suo fare e mi sembrava strano, sembrava quasi che ci stesse provando con Marica. Avevo allontanato quel pensiero appena avevo visto la ragazza con i capelli neri uscire da dietro al bancone per intimarmi a seguirla e in quel momento avevo finalmente potuto vederla per intero. Il suo vestito grigio aveva uno spacco laterale, dal quale si notava chiaramente la balza superiore dei suoi autoreggenti, spessa quasi sei centimetri, neri, trasparenti e piene di tanti fiorellini. Mi ero girato a guardare Marica, poi la commessa, poi ancora Marica e mi ero accorto che il fisico era quasi identico e avevo pensato che quella ragazza avrebbe potuto aiutarmi a fare un piccolo pensierino per Marica.
"Su, avanti, mi segua!" aveva detto la signorina e senza esitare la avevo seguita nel magazzino e osservando spesso la balza di quegli autoreggenti che faceva capolino dallo spacco muovendosi su e giù quasi come a ballare una danza afrodisiaca e per un attimo avevo il desiderio che le mie mutande nel magazzino fossero molto in alto, tanto che lei avesse avuto bisogno di uno sgabello e io avrei potuto continuare indisturbato a guardare, era passato nella mia testa. Arrivati nel magazzino, la ragazza si era girata intorno e poi dopo un po' aveva detto: "Ah eccole… Lassù, in alto!". In un attimo mi era passata l'immagine di Marica a cavalcioni su di me sulla nave, la provocazione che avevo fatto a Marica nella sala d'attesa e sull'aereo e la provocazione di Debora nell'ascensore, mettendo in crisi i miei ormoni in circolo che dopo tutte queste provocazioni, ad una ennesima provocazione, avrebbero risposto stappando birre a quintali e festeggiando l'october-fest.
Io: "Signorina, prima di prendere gli slip, vorrei fare un regalo alla ragazza che stava su con me!"
Signorina: "Avete già qualche idea?"
Io: "Si, ho notato che avete le gambe simili e quindi penso che le autoreggenti che indossa lei, possono andare bene anche a lei…!" mi ero accorto di aver fatto un giro di parole che ridetto e riscritto a chi avesse udito o letto, non sarebbe stato per niente chiaro, ma avevo voluto calcare la mano su questo gioco di parole aggiungendo dopo un minuto di riflessione: "Cioè la prima lei è lei e la seconda lei è lei! Chiaro? hahaha! Hahahaha! Che gioco di parole!"
Aveva sorriso e girandosi verso di me aveva detto: "Certo non le posso dare quelle che indosso io!"
Io: "Temo proprio di no, anche perché se le volessi, gliele toglierei io personalmente!"
Signorina: "Che proposta indecente! Temo che si ingelosisce la sua ragazza!"
Io: "Non è la mia ragazza, voglio solo prenderle un regalo e visto che avete gambe simili, se può indossare lei qualche cosa che le sta bene, starà bene anche a lei! Hahahahahah! Altro giro di lei! Hahaha!"
Aveva sorriso ancora poi, senza dire nulla aveva afferrato due sgabelli; uno lo aveva messo proprio sotto un faretto che illuminava soltanto lo sgabello in un fascio di luce ben definito e preciso, al punto da delineare un cerchio sul pavimento, l'altro sgabello lo aveva messo proprio di fronte, nella penombra e aveva detto, indicando lo sgabello nella penombra,: "Si sieda sullo sgabello! Torno subito!"
Dopo appena un minuto l'avevo vista arrivare dalla mia destra, aveva alzato la sua gamba destra poggiando il piede sullo sgabello e il faretto aveva illuminato la sua coscia coperta da un autoreggente sul quale vi erano disegnate tante roselline e terminava con una balza larga appena circa un centimetro e tuztta zigzagata. Mi aveva guardato e aveva detto: "Che ne pensa di queste?"
Ero rimasto senza parole e i miei ormoni erano in procinto di uscirmi dalle orecchie, ma non era ancora finita perché la commessa aveva afferrato la balza e aveva detto percorrendola con le dita: "Queste sono le migliori, vede? Vede queste piccola balza? Non stringe, non irrita la pelle ed è sottile e in più... Basta un semplice gesto sia per toglierle che per metterle!"
Avevo pensato -Oh Dio! meglio che pendo il cellulare e ci salvo il numero dei pompieri, perché tra poco prendo fuoco; faccio autocombustione; mi incendio in un attimo solo; esplodo come mille fuochi d'artificio; scoppio come Cernobil……………- ma lei aveva cominciato ad arrotolare le calze piano, molto lentamente, millimetro per millimetro, e dentro di me era comparsa la luna piena e gli ormoni, uno ad uno, si stavano trasformando gradualmente in lupi con tanto di bava, tenuti a guinzaglio a fatica da non so cosa.
"AH BENE, VEDO CHE TI DIVERTI!!! ALLORA ADESSO LO FARO' ANCHE IO!" aveva detto Marica con aria di vendetta e sfida. Non sapevo da quanto tempo fosse lì ad osservare, ma era in compagnia della cassiera bionda con in mano degli autoreggenti.
Comunione di spirito e
Il sesso lo si può fare con
ma si può dormire solo accanto a chi si ama.
*
ops...ma
Bravo...
Aspetto il seguito...Un sorriso a te..ciaoo
BUONASERA G&G BUONE FESTE
BUONASERA G&G
BUONE FESTE E BUON ANNO.
IL RACCONTO LO SEGUO DALLA PRIMA PUNTATA ED E' VERAMENTE INTRIGANTE E PIENO DI COLPI DI SCENA.
KISS