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Home » Racconti » La Vacanza a Milano » 21 La vacanza a Milano

21 La vacanza a Milano

Autore

Creato il

Mercoledì, Luglio 7, 2010 - 3:13pm



La vacanza a Milano 21

 

Non potevo dirglielo, non potevo dare a Marica un dolore simile. Come avrebbe potuto reagire sapendo che il suo fidanzato faceva sesso con la sua migliore amica? Quale sarebbe stato il dolore se avesse saputo che in fidanzato partecipava in quel momento ad un triangolo? E quale sarebbe stata la considerazione verso la sua amica se Marica avesse saputo che Amanda faceva sesso sia con il proprio fidanzato che con il fidanzato di Marica nello stesso momento?
-Devo inventarmi una scusa!.... Si! Devo trovare una balla da dire al più presto!- pensavo tra me e me. Sono sempre stato una persona sincera che dice la verità a qualunque costo, ma come potevo? Se fosse stato solo un tradimento, lo avrei detto, ma questo andava molto oltre il semplice tradimento e avrebbe spaccato persino il cuore di Attila. Penso che se si venisse a sapere che il proprio lui o la propria lei ha mentito partecipando ad un orgia, sarebbe peggio di una fucilata.
-Lascio che le cose vengano a galla da sole! Prima o poi tutto viene a galla! Tutto! Per quanto cerchi di nascondere le cose prima o poi ciò che nascondi viene ritrovato! Dirò dunque a Marica che l'amica non è in camera e che forse è già andata via!- pensavo mentre l'ascensore era arrivato al piano terra. Mi ero incamminato verso il bar, avevo raggiunto Marica e le avevo detto: "Marica, io.... ho provato... sono entrato... cioè.. ho provato a entrare, ma su sembra che non c'è nessuno!"
Marica: "é impossibile! Avevamo appuntamento qui un'ora fa! Adesso la chiamo e gliene dico quattro!"
Marica aveva preso la borsa, aveva rovistato e preso in mano il suo cellulare per chiamare Amanda, io intanto mi ero accomodato di nuovo al tavolo, avevo allungato la mano afferrando il braccio di Marica e dicendo: "Ascolta Marica! Forse avrà avuto qualche contrattempo!"
Marica: "Ma poteva avvertire! O no? Poteva mandare un cavolo di messaggio? Infondo costano pochissimo ormai! Che ci vuole!"
io: "Ascolta Marica capisco che sei arrabbiata, ma ti assicuro che... Vedrai che è come dico io!"
Marica aveva riposto il cellulare in borsa poi la aveva chiusa abbracciandola e aveva detto: "Guarda io mi sono stufata! Tu non lo sai, ma Amanda ha delle amicizie strane, credo! Ha un amico che puntualmente si mette nei pasticci e lei lo deve andare a prendere, altre volte invece si mette nei pasticci lei e il mio ragazzo ci si ritrova di mezzo! Pensa che una volta il mio ragazzo aveva appuntamento con me io aspettai un'ora quasi, poi lo telefonai e lui era andato a prendere Amanda fuori città in un motel perché si era messa nei casini con uno dei suoi amanti!"

Cercavo di evitare lo sguardo di Marica, ma dalle sue parole avevo ben capito che la relazione tra Amanda e Roberto non era del tutto amichevole, anzi, forse tra i due c'era qualche cosa che andava di molto oltre l'amicizia. Io volevo sapere di più di questa faccenda e avevo chiesto: "Ma il ragazzo di Amanda non dice nulla?"
Marica: "Chi? Alex? Il fidanzato di Amanda? Quello lascia fare tutto ad Amanda e a volte ho il sospetto che Amanda e lui facciano anche incontri a tre!"
Io: "Solo che poi, se si mette nei guai, chiama sempre il tuo ragazzo?"
Marica: "è la sua migliore amica e piano piano lo è diventata anche per me! Ultimamente con Amanda ci vado più d'accordo io, lui invece mi ripete sempre che non dovrei frequentarla più e se la prende ogni volta che la va a salvare!"
io: "Scusa, ma tu che c'entri? È lui che va a da lei!"
Marica: "Lui si innervosisce perché ha fatto tardi e quando io lo chiamo se la prende ancor di più dicendo che non mi fido di lui! Si perché ogni volta che fa tardi puntualmente sta con Amanda e mi ripete sempre che se fa tardi è per colpa sua e che è colpa anche mia che insisto a rimanere amica con lei!"

Avevo poggiato entrambe i gomiti sul tavolo e avevo portato entrambe le mani sul mio viso premendo forte e muovendo la testa verso l'alto. La situazione era molto più tragica di quello che potevo mai immaginare. Avevo deciso di cambiare argomento: "Ma con il tuo fidanzato come va?"
Marica: "Ultimamente, non va granché!"
Io: "Ma almeno riuscite a vedervi a stare insieme, a condividere fantasie?"
Marica: "Macché! A volte mi sembra un morto! Se solo provassi a pensare di uscire senza mutandine mi rimanderebbe a casa immediatamente! Odia essere bendato e legato e fantasie meno che zero!"
Io: "Prova a costringerlo una volta! Hai mai provato a prendere tu l'iniziativa?"
Marica: "Mi prenderebbe per pazza!"
-Si certo come no! Stiamo parlando della stessa persona che stava su a fare un rapporto a tre? Io non ci credo che possa esistere un uomo così! Potrebbe essere solo gay!- avevo pensato e avevo detto: "Guarda Marica io non credo che esista un uomo a cui non facciano piacere tutte quelle cose! Un uomo a cui non piacciono quelle cose può essere solo gay!"
Marica: "No! Credimi, esistono!"
Io: "Non penso proprio! O ha un'altra o è gay!"
Marica era rimasta in silenzio e si era guardata intorno, dopo un po' aveva detto: "Non ne parliamo più comunque!"
Io: "Ok! Vuoi salire in camera con me? Non è per provarci è solo per guardare un film insieme! Prometto che non ti farò nulla! Mi legherò le mani dietro la schiena se vuoi!"
Marica: "No, grazie! Vado a fare una passeggiata! Voglio stare un po' da sola! Nel caso, se ti va, possiamo fare una passeggiata insieme domani mattina, come oggi!"

Ci eravamo alzati ci eravamo dato un bacio sulle guance, ci eravamo abbracciati a lungo e poi ci eravamo salutati. Solo quando era andata via Marica, mi ero ricordato della segretaria nuda sul letto e avevo pensato -Wua! Che culo che non è salita! Chissà cosa avrebbe pensato di me! Adesso vado a vedere se si è ripresa!-
Avevo preso l'ascensore e mi ero recato nella mia camera ma quando avevo fatto ingrasso nella camera Debora non era più sul letto il letto era in ordine perfetto e una donna delle pulizie usciva proprio in quel momento dalla mia stanza. Dove era finita Debora?
La risposta non si era fatta attendere a lungo e Debora era apparsa con in dosso un accappatoio dicendo: "Finalmente sei tornato! Sono più di sei ore che ti aspetto!"
Ero rimasto impassibile a guardarla e lei piano si era avvicinata con passo felpato chiedendo: "Che c'è? Non hai mai visto una donna con in dosso l'accappatoio?"
Io: "No è che…. Ecco io…. Cioè…."
Debora: "Dai sbrigati! Vatti a cambiare che dobbiamo andare alla cena con il sindaco! Io nel frattempo ne ho approfittato per dormire sul nostro letto e mi sono fatta una doccia!"
Io: "Cioè? Io e te dobbiamo dormire insieme?"
Debora: "eh mi sa che ti tocca! Io dormo sempre con i miei clienti nello stanzino di là, con te invece penso di poter stare tranquilla!" non avevo risposto e Debora aveva proseguito: "Spero che non sia un problema per te!" e aveva fatto un passo verso me "Perché devi sapere che io dormo nuda!" un altro passo verso di me "Spero che questo non ti faccia venire strane idee!"

Avevo continuato a dire no ad ogni domanda muovendo soltanto la testa anche se devo ammettere che le strane idee erano venute tutte, dalla prima all'ultima; e Debora continuava a provocarmi, era ormai a circa dieci centimetri da me, aveva afferrato la cordicella spugnosa dell'accappatoio, lo aveva sciolto e aveva detto: "Adesso devo vestirmi!" poi si era aperta l'accappatoio, lo aveva fatto scivolare sulle spalle ed un leggero sibilo aveva scandito la caduta dell'accappatoio ai suoi piedi.

Commenti

Ritratto di selvaggia46

TORNO HA LEGGERE ORA BUONANOTTE


Ritratto di sorgentediluce

 

BUON POMERIGGIO G&G
CERTAMENTE QUESTI RACCONTI SONO BELLISSIMI PERCHE' NON
DESCRIVONO VOLGARITA'.
MA CMQ UN BACIO CI PUO' ESSERE???:)))
MA LE DOTI AMATORIALI DI GOTULANI DOVE STANNO???
MICA SUONERA' DI NUOVO IL CELLULARE???
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
KISS

Ritratto di jolyjoly54

..però!..quanto movimento...!!!...
lascio un sorriso per la buonanotte..ciaoo
Ritratto di sorgentediluce

 


BUONGIORNO G&G.

COMPLIMENTI PER I VOSTRI RACCONTI CHE NON CADONO MAI NELLA VOLGARITA'.

TI ASPETTO NEL MIO BLOG.

KISS

Ritratto di sorgentediluce

 

POSSO SCRIVERTI UNA BATTUTA IN TOSCANO???

...MA QUANDO SI TROMBAAAAAAAAAAAAAAA??? !!!



KISS

Ritratto di Thelma_Luiss

 

BUONGIORNO G&G

RILEGGENDO LA PUNTATA MI E' VENUTO IN MENTE UN DETTO.

CHI FA LA SPIA NON E' FIGLIO DI MARIA 

LO CONOSCI???

TI ASPETTIAMO SUL NOSTRO BLOG.

CIAO DA THELMA.

UN SALUTO DA THELMA E LUISS

Ritratto di adeleadypoesia

Ciao...interessante il tuo blog.....tornerò a leggerlo......complimenti....un sorriso ....un bacio.....
Ritratto di selvaggia46

pertetw7
felice sempre di leggerti

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Marta, la figlia di Giuseppe, quel giorno ricevette una telefonata a casa in cui la avvisarono del ricovero in manicomio di suo padre. Rimase impietrita per un attimo dopo aver appreso la notizia, poi lasciò cadere la cornetta, afferrò il cappotto e le chiavi della macchina in fretta e furia e si precipitò verso il manicomio nell'intento di liberare suo padre da quella che credeva fosse una ingiustizia. Avrebbe chiesto spiegazioni, si sarebbe battuta per dimostrare che si era trattato di sicuro di un equivoco. Come poteva suo padre essere diventato d'improvviso pazzo? Lui che entrava tutti i giorni in anticipo al lavoro, lui che aiutava tutti a trovare i libri, lui che aveva aiutato studenti a diventare ingegneri e avvocati con i suoi suggerimenti?
Doveva essere successo qualche cosa con i colleghi, quel Carlo lo aveva già messo nei guai altre volte e Marta aveva detto tante volte a suo padre di guardarsi bene da quell'uomo, ma Giuseppe non la aveva mai ascoltata ed era finito nei guai diverse volte a causa sua.
Poi pensò che il direttore del manicomio era un suo compagno di classe con il quale aveva litigato anni addietro, quando aveva deciso di lasciare l'università per sposarsi con Ettore, il suo grande amore, che qualche anno dopo ebbe una malattia che non gli diede scampo e che lo costrinse a lasciarla sola con il piccolo Nicola di appena un anno.
Per tutti i primi anni dell'università, Giacomo, non aveva fatto altro che corteggiarla fino al giorno in cui Marta gli disse che aveva deciso di lasciare l'università per sposarsi con Ettore e da quel giorno tra Giacomo e Marta andò pian piano tutto in frantumi, persino l'amicizia che da parte di Giacomo divenne un vero e proprio odio e persecuzione.
Non esisteva giorno in cui Giacomo non tormentasse Marta, spingendosi nell'ultimo giorno persino a chiuderla a chiave nel bagno della scuola. Avrebbe dovuto essere una festa quel giorno per Marta, invece Giacomo si appostò vicino ai bagni, nel silenzio totale fece uscire tutti e serrò la porta con colla, nastro adesivo, e persino tavoli e sedie con un foglio che annunciava l'inagibilità del bagno.
Marta rimase chiusa fino al giorno successivo in bagno, quando il padre denunciò la scomparsa alla polizia, e grande fu la meraviglia quando Marta fu trovata rinchiusa nei bagni dell'università, ne parlarono tutti i giornali e Giacomo fu ricoverato per un breve periodo in manicomio.
Come è strana la sorte, proprio un pazzo adesso era il direttore del manicomio dove era stato ricoverato suo padre. E se quello fosse stata solo un'altra mossa per Giacomo di riavvicinarsi a Marta o di fargliela ancora pagare per quella scelta dettata dal cuore?
Marta parcheggiò la macchina in fretta e con passo incalzante fece ingresso nell'aula immensa dove chiese senza mezzi termini quale fosse il piano e il corridoio per raggiungere l'ufficio del direttore e appena ricevuta l'informazione si catapultò verso l'ufficio e senza bussare spalancò la porta.
"Come si permette di rinchiudere mio padre?" chiese con aria alquanto contrariata e affannata per la corsa.
Giacomo con aria a metà strada tra la meraviglia e la soddisfazione rispose: "Ohhhhh, ma guarda!… Chi non muore si rivede!.. Mi dai anche del lei?… Va bene… Visto che ci tieni… Si calmi!… O forse questo suo atteggiamento lascia immaginare che la pazzia sia una cosa di famiglia?"
Marta portò le sue mani verso il viso fermandole a metà strada, stringendo i pugni e, ponendosi quasi nella posizione di un pugile, con un lieve scatto delle mani verso il basso disse: "Se c'è un pazzo, quello sei stato tu anni fa! Io non sono pazza e nemmeno mio padre lo è. Mi spieghi dunque cosa ci fa mio padre qui!"
Il direttore del manicomio rimase un attimo in silenzio guardando le reazioni di Marta, poi disse: "Vedo che ti ricordi quello che mi hai fatto!"
Marta: "Ma guarda che sei stato tu a chiudermi in bagno!"
Giacomo: "Certo, perché tu non ti rendevi conto che quel ragazzo non era per te… Litigavate sempre e tu piangevi sempre… E poi… lo sapevano tutti che ti tradiva!"
Marta abbassò gli occhi per un attimo rispondendo. "Queste sono solo chiacchiere mai provate!"
Giacomo si sistemò sulla sedia poggiando i gomiti sulla scrivania e con mani giunte e le dita incrociate rispose: "E secondo te dove andava tutte le sere con gli amici senza mai invitarti? Perché non potevi mai andare con lui?"
Marta con aria più calma e sconfortata rispose: "D'accordo, d'accordo… Adesso lui non c'è più ed è inutile rinvangare il passato… Piuttosto vorrei capire se il ricovero di mio padre c'entra qualche cosa con me!"
Giacomo: "Sono direttore del manicomio da prima che tuo figlio venisse al mondo, se avessi voluto farlo apposta, lo avrei fatto tempo fa!?! Non ti pare?… La mia fu solo una bravata!… Ammetto di aver esagerato anche troppo!… Non è assolutamente giusto quello che ti ho fatto!… Non avrei proprio il coraggio di ferirti ancora!… …. Tuo padre… Me lo hanno mandato questa mattina dicendomi che afferma di vedere i libri volare e le persone uscire dai libri!"
Marta accolse le scuse con riserva, poi meravigliata disse: "Dici la verità su mio padre?"
Giacomo: Purtroppo si, e io non farei mai del male a tuo padre… è l'unico della tua famiglia che mi ha voluto bene!… Purtroppo!… … inoltre come si può far del male a tuo padre? Non c'è nessuno che egli non abbia aiutato! Purtroppo lui ha confermato tutto e non posso fare altro che trattenerlo!"

(continua...)

Ottobre 9, 2010
Posted by dragossido

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