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DRAGΩSSIDO è il sito Ufficiale di Antonio Gargiulo, poeta, ricercatore, scrittore, libero pensatore, webmaster e webdesign che ha inventato questa parola per unire la fantasia e la scienza in un unico punto.Per maggiori informazioni, consulta le Istruzioni e/o i Termini d'uso
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23 La vacanza a Milano
La vacanza a Milano 23 Dovevo trovare un modo per chiederglielo perché quella domanda mi premeva troppo. Mentre le aprivo la portiera dal Taxi per farla scendere e andare al ristorante, il dubbio si era impossessato completamente di me e dopo qualche passo avevo cominciato a dire: "Debora, io ho davvero bisogno di togliermi un dubbio!" Debora: "Chiedimi tutto quello che vuoi stasera!" io: "Bhe ecco, non so come poter riuscire a trovare la parole giuste!" Avevo rallentato il passo e guardato verso il basso mentre dicevo questo e Debora aveva detto: "Quale è questa domanda tremenda che devi farmi? Quale è questa domanda su di me che devi farmi così imbarazzante? Non sarà mica una cosa hard? hahahaha!" Penso che aveva fatto così per darmi coraggio ed io avevo detto: "Non è una domanda su di te, ma su di me! Su... Su ieri notte!" Debora: "Che cosa vuoi sapere esattamente?" io: "In verità volevo sapere se... ecco... se io e te.... insomma... Hai capito!" Debora si era fermata voltandosi verso di me: "Ma ti dispiacerebbe se fosse successo qualche cosa tra noi?" io: "Non è questo è che... Se fosse successo... Cioè se abbiamo... Si insomma... Vorrei saperlo! Tutto qui!" Debora: "Non ti risponderò mai a questa domanda! Rimarrai con il dubbio... Forse mi hai presa facendo sesso in modo divino... Forse sono stata io a prenderti facendo sesso in modo divino... Oppure ti ho scattato qualche foto nudo... oppure ho fatto tanti autoscatti mentre ti toccavo e ti possedevo... oppure sono rimasta semplicemente a guardarti, dormendo nuda affianco a te e stingendoti forte tra le mie braccia... Chissà cosa è successo... Una cosa è sicura: non te lo dirò mai!" Aveva terminato ripetendosi e non sapevo se questo era un buon segno o un cattivo segno, ma ero quasi pronto a scommettere che Debora avrebbe giocato le sue ultime carte in quella storia per riuscire a stare con me e la cosa comica, se vogliamo vederla in questo senso, era che ero stato proprio io a ricordarle l'episodio della sera precedente. -Ma che tonto! Le vai a ricordare che ieri ti sei addormentato nudo? Bravo! Gli hai servito le carte per tenerti in pugno su un piatto d'argento!- Avevo pensato mentre ancora ci fissavamo negli occhi. Tuttavia avevo errato le mie previsioni perché Debora non aveva aggiunto niente altro, rigirandosi, mettendo le braccia conserte e riprendendo a camminare verso il ristorante chinando il capo. Avrebbe potuto giocare veramente bene: le avevo fatto un cross alla Maradona e lei doveva solo segnare; le avevo consegnato un poker servito in mano e doveva solo ritirare la vincita; avevo mosso le mie pedine male sugli scacchi e con una mossa qualunque avrebbe fatto scacco matto, eppure non aveva fatto nulla di tutto ciò, affondando il tutto nel silenzio. Debora allora non era così malvagia come me la ero immaginata e mentre eravamo quasi giunti all'ingrasso si era fermata ancora e guardandomi aveva detto: "Dimmi la verità... Tu pensi che io ci abbia provato con tutti i clienti che ho avuto solo perché ci sto provando con te vero?" Io: "No non..." Debora, interrompendomi: "Invece si! Riportami all'albergo... Vai da solo a mangiare... Mi sono preparata per niente!" Si era rigirata come per allontanarsi e io la avevo afferrata al polso dicendo: "Ma no, dai! Ti chiedo scusa!" Debora: "Allora prometti che non penserai mai male di me!" io: "Promesso!" Debora: "Sicuro? Qualunque cosa faccio non penserai male?" io: "Si Promesso!" Debora avvicinandosi a me aveva sussurrato: "Nemmeno se ti dico che sono senza mutandine?" Mi ero girato e le avevo sorriso. Debora: "Ho capito... Torno in albergo!" io: "No, dai, aspetta! No! Ti prometto e ti giuro tutto quello che vuoi! Ma... Adesso sono io ad invitarti a mangiare con me e non mi importa come sei vestita... Mi importa solo la tua compagnia e mi importa solo che rimani con me!" Avevo allungato la mano destra come quando si invita qualcuno a ballare, ponendo la mia mano sinistra dietro la schiena e avevo aggiunto: "Sarei onorato di averti a cena con me stasera, signorina Debora!" Debora aveva sorriso e aveva detto: "Va bene... Certo che sei irresistibile quando fai il galante!" Eravamo dunque entrati e un cameriere ci aveva accompagnato al tavolo, poi, mentre Debora sbottonava il suo cappotto mi ero avvicinato a lei per aiutarla e solo quando avevo messo il suo soprabito sul braccio, tutto il suo vestito mi era apparso nella sua interezza ed io ero rimasto a guardarla notando la leggera trasparenza del vestito, dalla quale risultava evidente che non avesse alcun intimo. Debora: "Che c'è?" io: "Co-co-cooomplimenti per il veeestito!" Balbettavo? Non avevo mai balbettato in vita mia e la cosa mi aveva preoccupato non poco, mentre gli occhi si erano praticamente saldati con la fiamma ossidrica sul suo bacino per un tempo che sembrava interminabile. Debora: "Ti ringrazio... Ci accomodiamo allora!" io: "Si si si si! Mo va-vado a co-consengare i cap... potti!" Debora avceva sorriso e aveva aggiunto una piccola risata. Mentre andavo verso l'attaccapanni mi ero reso conto che tutto il popolo maschile si era girato a guardarla mentre lei si accomodava lenta, soffice e aggraziata ed era come guardare un documentario e tutto si era rallentato come in una moviola. Intorno si susseguivano un insieme di reazioni a catena in quei secondi: chi aveva sospirato a bocca aperta mentre si sedeva, chi si era mantenuto con forza sul braccio dell'amico affianco, chi aveva direttamente chiamato l'amico per farlo guardare, e chi era arrivato persino a ricevere il richiamo dalla compagna per aver guardato, ma Debora aveva preso possesso della sedia come se nulla fosse ed intorno a lei ci fosse il vuoto assoluto. Nel momento stesso in cui Debora aveva toccato e preso possesso della sedia, avevo pensato che se eravamo a Napoli tutti gli uomini presenti in sala avrebbero pensato: "Vuless sta à post ra seggia!" e qualcuno lo avrebbe esclamato sottovoce al compagno che aveva vicino. Ammetto che desiderare di essere al posto di una sedia possa essere vista coma una cosa poco romantica o anche spregevole e meschina, eppure, anche nella sua rozzezza e meschinità, quella frase aveva il suo fascino; quell'estremo gesto di diventare una sedia, anche solo per poter sfiorare per un solo minuto il corpo di una donna; quel sacrificio immenso di lasciare il corpo animato per diventare un oggetto inanimato, anche solo per poter essere un solo secondo a contatto con il suo corpo. Certo, si sarebbe potuto dire "Vorrei toccarla per un solo attimo!", ma non avrebbe avuto lo stesso fascino di "Vuless sta à post ra seggia!" proprio perché nonostante la rozzezza della frase napoletana, essa implica un totale cambiamento della morfologia e del genere di appartenenza e senza imbarazzo, dico che in quel momento avevo pensato anche io: "Vuless sta à post ra seggia!". Mentre pensavo tutto questo, avevo sistemato i soprabiti sull'attaccapanni, dopodichè avevo raggiunto Debora al tavolo fissandola dritta negli occhi e il suo sorriso aveva illuminato il suo volto che celava uno sguardo a tratti languido e a tratti malizioso, come quello di chi sta macchinando qualche cosa e appena mi ero accomodato Debora aveva detto con sguardo provocante: "Perché non ordiniamo qualche cosa di afrodisiaco?" (continua...)
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Grazie G&G di avermi fatto
Grazie G&G di avermi fatto conoscere Teresa come scrittrice e come persona.
acquisto il suo libro
kiss
Certo che a Debora piace
Buonasera carissimo. A
Buonasera carissimo.
A leggerti mi è venuta voglia di scrivere.
pensa che volevo scrivere una storia per bambini.
Intitolata "Il villaggio dei paperotti"
Ma ho bisogni di essere seguita nell'italiano cosa che mio maritoha rifiutato ahahaha.............lo capisco
Poi ho scritto delle poesie che mio marito ci aggiungeva la penna solo per i punti e le virgole
Le mie più che poesie sono dediche in formato racconto e cmq posso dire che ho provato a farle concorrere.
La mia passione principale rimane la fotografia e cmq il dono dello scrivere non è per tutti.
In splinder ho notato molti talenti e mi inchino a te antonio.
Ciao da thelma
SICURO DI ESSERE A
SICURO DI ESSERE A MILANO????
KISS
AMO IL MERIDIONE. AMO
AMO IL MERIDIONE.
AMO L'ITALIA
AMO LA MIA TOSCANA.
MA PER FORTUNA NON ACQUISITO DIALETTI E PAROLACCE DELLA REGIONE.
TU SEI IL PROTAGONISTA DEL RACCONTO E QUINDI E' BELLO ESPRIMERE LA LINGUA DELLA PROPRIA TERRA.
TU LA DESCRIVI IN MODO MOLTO RAFFINATO.
COMPLIMETI A TE E GOTULANI.
KISS
..e a che serve ordinare
..gli ingredienti ci sono tutti..ahahha..
Un sorriso..a te..ciao..ciao
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
IL NAPOLETANO MI HA ROVINATO LA SERATA GALANTE.
MI E' VENUTO DA SORRIDERE.
MAI VISTA UNA DONNA???
LA CENA AFRODISIACA AD ANTONIO NON SERVE AHAHAHA
FORSE UNA CAMOMILLA???
ADDORMENTARSI NUDO E NON RICORDARSI NULLAAAAAAAA!!!???
MA UN ANTONIO PIU' SVEGLIO NO???
CMQ COMPLIMENTI LA STORIA TRASCINA E INSEGNA UN DETTO.
A BUON INTENDITORE POCHE PAROLE
Certo che la piccola ci sa