Tutto sembra avere inizio nel 33 dopo Cristo (circa) quando a seguito della morte di Gesù, Giuseppe D'Arimatea porta in Inghilterra una reliquia nota come Graal in una zona chiamata Avalon. Esistono tre leggende che seguono a questo evento: la prima in cui Giuseppe D'Arimtea consegna il Graal nelle mani di un "druido" di nome Merlino; la seconda in cui Giuseppe D'Arimatea nasconde ad Avlon il graal rendendo il nascondiglio accessibile soltanto ad un "puro di spirito e puro di cuore"; la terza in cui Giuseppe D'Arimatea preleva il Graal da Avalon, lo porta a Cristo prima della sua morte, dopodichè il Cristo lo usa o Giuseppe lo riempie del sangue di Cristo e lo riporta in Inghilterra più potente.
In Inghilterra esisteva una religione arcaica retta dalla regina dei maghi di nome Maab, la quale, per contrastare l'appena nascente cristianesimo, usa gran parte dei suoi poteri magici incanalandoli in un cristallo, per creare il più potente mago del mondo (Merlino), allo scopo di riportare le genti ai vecchi culti e affidando la nascita di Merlino ad una giovane fanciulla
La regina non si preoccupa di salvare la vita alla madre di Merlino che muore dandolo alla luce. Per tutta la vita Merlino ignora questa vicenda finchè scopre i suoi poteri e la Regina Maab lo reclama per insegnargli tutte le magie e i sortilegi. La sorella della regina Maab (dama del lago) mentre Merlino studia, gli racconta tutta la verità su Maab.
Da quel momento la regina Maab e Merlino diventano nemici giurati.
Merlino così cerca di mettere sul trono un uomo giusto, ma purtroppo per far ciò aiuta re Uter a sedurre una donna bellissima, ma già sposata con un'altro e madre della fata Morgana, per generare re Artù
La regina Maab e la fata Morgana vengono spesso confuse tra loro, ma sono invece due persone diverse. Morgana infatti diventa allieva della regina Maab dopo aver saputo il complotto di Merlino e la regina Maab la istruisce per distruggere Merlino e i suoi intenti.
A sua volta la fata Morgana seduce Artù generando un figlio, in quale sarà la fine di Artù.
Per rimediare il danno fatto, Artù parte alla ricerca del Graal mettendo a protezione di sua moglie Ginevra un prode cavaliere di nome Lancillotto, ma Artù rimane per anni alla ricerca del Graal e Ginevra e Lancillotto finiscono per diventare molto più che intimi.
Al suo ritorno Artù è costretto a condannare sua moglie al rogo, accusata di alto tradimento poiché la legge di CAMELOT prevede che nessuno è al di sopra della legge.
Tra leggenda e verità quello che più ci colpisce è CAMELOT
Al centro una tavola rotonda, poichè nessuno possa essere a capotavola, tutti uguali e simili persino e soprattutto il re e tutti uguali e identici difronte alla legge!
da wikypedia...........
Re Artù (nato probabilmente nel Sussex, aprile 471 ca. - morto probabilmente a Camlann, 537), figlio di re Uther Pendragon, è un'importante figura delle leggende della Gran Bretagna, dove appare come la figura del monarca ideale sia in pace sia in guerra. È il personaggio principale della Materia di Britannia, o Ciclo bretone (o Ciclo arturiano), anche se c'è disaccordo sul fatto che Artù, o una persona reale su cui il personaggio sia stato ricalcato, sia veramente esistito[1]. Nelle citazioni più antiche che lo riguardano e nei testi in gallese non viene mai definito re, ma dux bellorum ("signore della guerra"). Antichi testi altomedievali in gallese lo chiamano ameraudur ("imperatore"), prendendo il termine dal latino, che potrebbe anche significare "signore della guerra".
La storicità di Re Artù è stata a lungo dibattuta dagli studiosi, ma negli anni si è raggiunto un consenso nel ritenere sostanzialmente leggendaria la figura del sovrano. Una scuola di pensiero avanzerebbe l'ipotesi che fosse vissuto nel tardo V secolo o agli inizi del VI secolo, che fosse stato un romano-britannico e che avesse combattuto il paganesimo sassone. I suoi ipotetici quartieri generali si sarebbero trovati in Galles, Cornovaglia, o ad ovest di ciò che sarebbe diventata l'Inghilterra. Ad ogni modo, le controversie sul centro del suo potere e sul tipo stesso di potere che esercitava continuano tutt'oggi.
C’è chi sostiene che la figura di Artù possa coincidere con quella di un certo Riotamo, 're dei Brettoni", attivo durante il regno dell'imperatore romano Antemio. Sfortunatamente, Riotamo è una figura minore di cui sappiamo ancora poco e nemmeno gli studiosi sono in grado di capire se i "bretoni" che comandava erano i britannici o gli abitanti dell'Armorica. Altri studi portano ad identificarlo con Ambrosio Aureliano, un signore della guerra romano-britannico che vinse alcune importanti battaglie contro gli anglosassoni, tra cui la battaglia del Monte Badon.
Altri suggeriscono di identificarlo con Lucio Artorio Casto, un dux romano del II secolo, i cui successi militari in Britannia sarebbero stati tramandati nei secoli successivi. Ufficiale (col rango di praefectus) della VI legione in Britannia, che potrebbe aver guidato un'unità di cavalieri sarmati (provenienti dall’Ucraina meridionale), stanziati a Ribchester, che conducevano campagne militari a nord del vallo di Adriano. Le imprese militari di Casto in Britannia e Armorica (odierna Bretagna) potrebbero essere state ricordate per i secoli successivi e aver contribuito a formare il nucleo della tradizione arturiana, così come le tradizioni portate dagli alano-sarmati. C'è anche chi parla dell'usurpatore romano Magno Massimo.
Un'altra teoria è quella secondo cui il nome di Artù sarebbe in realtà un titolo portato da Owain Ddantgwyn, che sembrerebbe essere stato un re di Rhôs. C'è poi l'ipotesi che egli sarebbe in realtà un re dell'età del bronzo, circa 2300 a.C.: estrarre una spada da una roccia sarebbe infatti una metafora della costruzione di una spada e della sua forgiatura su un'incudine.
Altre supposizioni si basano sul fatto che Artù fosse Artuir mac Áedán, figlio di re Áedán mac Gabráin della Dalriada, un signore della guerra scozzese che guidò gli scoti di Dalriada contro i pitti. Secondo questa teoria, Artù avrebbe quindi svolto le sue azioni di guerra soprattutto nella regione tra il Vallo di Adriano e quello di Antonino (area del Gododdin). Per alcuni Artù potrebbe addirittura essere stato lo stesso Áedán mac Gabráin. E c'è chi pensa[2] che Artù avrebbe comandato una coalizione di celti cristiani contro gli invasori pagani, riuscendo a tenerli lontani per un centinaio d'anni circa.
Ad ogni modo, si hanno svariati omonimi, o persone con nomi simili, nella sua generazione e si può pensare che siano poi stati riuniti dalle credenze popolari e tramandati come se fossero un'unica entità. Ed ecco così spuntare Arthnou, un principe di Tintagel (in Cornovaglia), che visse nel VI secolo, oppure Athrwys ap Meurig, re del Morgannwg (odierno Glamorgan) e del Gwent (due aree del Galles). Artù potrebbe quindi essere un semplice collage di tutte queste figure mitologiche o storiche.

Ci sono sempre maggiori prove
forse sarà leggenda ma mi
ma mi piace pensare
che sia stata realtà ..
un abbraccio..
bella la canzone di Gigi che
Buon fine settimana Drago
io adoro queste cose!!! il
Se ti piace questo periodo
Belle le storie antiche... ci
Queste storie mi affascinano
quindi alla fine verità o
Io ho sempre adorato tutto