Avviso importante ai naviganti:
In questi giorni, ci sono errori per commentare e per scrivere...
niente paura: ad ogni cosa c'è soluzione
ed io vi do la mia
Innanzitutto si tratta di un crash al browser
ma persisterà finchè non togliete il crash dal vostro pc.
Come? facile: bisogna eliminare la cronologia
oppure scaricare un programmino come cclean
che vi cancella anche un po' di "porcherie"
che non servono a nulla dal pc
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Racconto... visto con gli occhi di una donna
"La piscina 7"
Con la collaborazione di Gotulani 
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Lungo tutto il viale dal cancello fino alla mia porta d'ingresso, sono cosparse diverse ciocche di peli bianchi. Attonita rimango ad osservare quel disastro simile alla spumante scia bianca, lasciata sul mare dal passaggio di navi o aliscafi con i loro motori che rilasciano di volta in volta decine e decine di sostanze dannose ed inquinanti; allo stesso modo questa scia di peli lascia dentro di me una scia di paura dell'ignoto che alimenta un presagio di sventura terribile che era accaduto, che sta accadendo e che forse dovrà accadere da qui a poco. Mi domando cosa poteva essere successo al povero, minuto, indifeso e perenne cuccioletto di cagnolino visto che i suoi peli sono sparsi sul viale di questo giardino nel quale ho in dosso solo le mie scarpe; se il o i ladri di vestiti avevano fatto del male a quello scricciolo di cane e se si, per quale motivo, ma non riesco a trovar risposte. Se avevano fatto qualche cosa a quel frugoletto, non oso immaginare cosa può succedere a me ed in cuor mio spero che l'autore o gli autori di questo strano furto di vestiti mi abbiano almeno lasciato qualcuno degli indumenti che ho steso ieri.
Timorosa poggio un piede dietro l'altro, lentamente, cercando di far meno rumore possibile, tra le fronde e l'erba alta, nascondendomi e camminando nello spazio tra la recinzione e i fusti degli alberi in linea intorno al giardino. Stanno appena facendo capolino le prime luci ma spero che nessuno mi veda mentre cerco di raggiungere le corde dove avevo steso ieri i miei vestiti. Mi affaccio sullo spiazzarle adiacente al giardino per vedere se è rimasto qualche indumento, ma purtroppo anche dei miei vestiti stesi non v'è traccia alcuna. "Porca vacca! E adesso come diavolo faccio?" chiedo a me stessa esclamando ad alta voce, disperata poi penso: -Hei, un momento! Potrei telefonare a qualcuno per farmi portare dei vestiti!- Torno sui miei passi per rientrare in casa mentre penso a chi telefonare e cosa dire, avvicinandomi furtivamente alla porta, ma proprio quando sono a pochi centimetri di distanza, uno spiffero di vento chiude la porta in un batter d'occhio.
Guardo disperata la maniglia finta che impedisce l'apertura dall'esterno della porta ed io afferro il pomello forte e cerco di aprire dapprima a strattoni, poi con spallate, calci, pugni disperandomi sempre più. Stremata e piangente mi accovaccio davanti alla porta dopo aver strusciato con la mano sulla sua superficie. Avrei dovuto almeno coprirmi con le lenzuola, almeno ora non sarei completamente nuda, accovacciata davanti alla porta di casa senza possibilità alcuna di recuperare i cellulari o le chiavi di casa o almeno le chiavi della macchina. Piango singhiozzando quando ad un tratto... "Chi va là?" tuona una voce maschile. Faccio un balzo tra i cespugli più vicini per nascondermi e vedo avvicinarsi qualcuno lentamente che aggiunge: "Ti ho visto nasconderti nei cespugli, ti conviene uscir fuori e arrenderti prima che venga lì a prenderti!"
Nell'oscurità non riesco a distinguere chi sia ma chiunque sia, si è fermato in direzione dei cespugli dove sono nascosta e muove un passo verso di me esclamando: "Su avanti, vieni fuori! - muove un altro passo verso di me - Lo so che sei lì, ladruncolo da strapazzo! - e poi muove un altro passo - Hai ancor qualche secondo di tempo per venir fuori! - e ancora un passo verso di me - E se scopro che hai dato fastidio alla signorina Carmen, io..."
Riesco a distinguere tra le foglie che si tratta del mio vicino di casa Sandro e con voce flebile rispondo: "Sandro sono io, Carmen!"
Lui si ferma e chiede: "Carmen? E perché ti sei nascosta? Ti ho intimorita?"
Io: "No è che… ecco vedi… il fatto è che…"
E lui: "Non ti preoccupare! Puoi uscire! Sono Sandro! Mi dispiace di averti messo paura! Credevo fosse un ladro che volesse farti del male!"
Io: "Ti ringrazio! Sei gentilissimo!"
E lui: "bhe allora su, puoi uscire adesso… sai chi sono, mi conosci no?"
Io: "Sandro… io… Non… Cioè…"
Lui fa un passo lentamente, è ormai vicinissimo al cespuglio e aggiunge: "su dai, sono io, esci fuori! Davvero non volevo farti del male e non te ne voglio fare adesso… Ti giuro che non volevo spaventarti!"
Io: "Si, ti conosco bene, ma ti dico che… è meglio che vai via adesso!"
Lui fa ancora un passo avvicinandosi, è ormai a meno di mezzo metro dal cespuglio, se fosse giorno credo che potrebbe vedermi e forse con le prime luci, temo che possa vedermi anche in questo momento e dice: "Ti chiedo scusa davvero! Ti sei fatta per caso male?"
Io: "Sandro, ti prego, vai via!"
Lui: "Spiegami almeno che cosa è successo, che cosa ti ho fatto, perché sei arrabbiata…"
(continua....)
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L'imperatrice Bambina 7
Marta, la figlia di Giuseppe, quel giorno ricevette una telefonata a casa in cui la avvisarono del ricovero in manicomio di suo padre. Rimase impietrita per un attimo dopo aver appreso la notizia, poi lasciò cadere la cornetta, afferrò il cappotto e le chiavi della macchina in fretta e furia e si precipitò verso il manicomio nell'intento di liberare suo padre da quella che credeva fosse una ingiustizia. Avrebbe chiesto spiegazioni, si sarebbe battuta per dimostrare che si era trattato di sicuro di un equivoco. Come poteva suo padre essere diventato d'improvviso pazzo? Lui che entrava tutti i giorni in anticipo al lavoro, lui che aiutava tutti a trovare i libri, lui che aveva aiutato studenti a diventare ingegneri e avvocati con i suoi suggerimenti?
Doveva essere successo qualche cosa con i colleghi, quel Carlo lo aveva già messo nei guai altre volte e Marta aveva detto tante volte a suo padre di guardarsi bene da quell'uomo, ma Giuseppe non la aveva mai ascoltata ed era finito nei guai diverse volte a causa sua.
Poi pensò che il direttore del manicomio era un suo compagno di classe con il quale aveva litigato anni addietro, quando aveva deciso di lasciare l'università per sposarsi con Ettore, il suo grande amore, che qualche anno dopo ebbe una malattia che non gli diede scampo e che lo costrinse a lasciarla sola con il piccolo Nicola di appena un anno.
Per tutti i primi anni dell'università, Giacomo, non aveva fatto altro che corteggiarla fino al giorno in cui Marta gli disse che aveva deciso di lasciare l'università per sposarsi con Ettore e da quel giorno tra Giacomo e Marta andò pian piano tutto in frantumi, persino l'amicizia che da parte di Giacomo divenne un vero e proprio odio e persecuzione.
Non esisteva giorno in cui Giacomo non tormentasse Marta, spingendosi nell'ultimo giorno persino a chiuderla a chiave nel bagno della scuola. Avrebbe dovuto essere una festa quel giorno per Marta, invece Giacomo si appostò vicino ai bagni, nel silenzio totale fece uscire tutti e serrò la porta con colla, nastro adesivo, e persino tavoli e sedie con un foglio che annunciava l'inagibilità del bagno.
Marta rimase chiusa fino al giorno successivo in bagno, quando il padre denunciò la scomparsa alla polizia, e grande fu la meraviglia quando Marta fu trovata rinchiusa nei bagni dell'università, ne parlarono tutti i giornali e Giacomo fu ricoverato per un breve periodo in manicomio.
Come è strana la sorte, proprio un pazzo adesso era il direttore del manicomio dove era stato ricoverato suo padre. E se quello fosse stata solo un'altra mossa per Giacomo di riavvicinarsi a Marta o di fargliela ancora pagare per quella scelta dettata dal cuore?
Marta parcheggiò la macchina in fretta e con passo incalzante fece ingresso nell'aula immensa dove chiese senza mezzi termini quale fosse il piano e il corridoio per raggiungere l'ufficio del direttore e appena ricevuta l'informazione si catapultò verso l'ufficio e senza bussare spalancò la porta.
"Come si permette di rinchiudere mio padre?" chiese con aria alquanto contrariata e affannata per la corsa.
Giacomo con aria a metà strada tra la meraviglia e la soddisfazione rispose: "Ohhhhh, ma guarda!… Chi non muore si rivede!.. Mi dai anche del lei?… Va bene… Visto che ci tieni… Si calmi!… O forse questo suo atteggiamento lascia immaginare che la pazzia sia una cosa di famiglia?"
Marta portò le sue mani verso il viso fermandole a metà strada, stringendo i pugni e, ponendosi quasi nella posizione di un pugile, con un lieve scatto delle mani verso il basso disse: "Se c'è un pazzo, quello sei stato tu anni fa! Io non sono pazza e nemmeno mio padre lo è. Mi spieghi dunque cosa ci fa mio padre qui!"
Il direttore del manicomio rimase un attimo in silenzio guardando le reazioni di Marta, poi disse: "Vedo che ti ricordi quello che mi hai fatto!"
Marta: "Ma guarda che sei stato tu a chiudermi in bagno!"
Giacomo: "Certo, perché tu non ti rendevi conto che quel ragazzo non era per te… Litigavate sempre e tu piangevi sempre… E poi… lo sapevano tutti che ti tradiva!"
Marta abbassò gli occhi per un attimo rispondendo. "Queste sono solo chiacchiere mai provate!"
Giacomo si sistemò sulla sedia poggiando i gomiti sulla scrivania e con mani giunte e le dita incrociate rispose: "E secondo te dove andava tutte le sere con gli amici senza mai invitarti? Perché non potevi mai andare con lui?"
Marta con aria più calma e sconfortata rispose: "D'accordo, d'accordo… Adesso lui non c'è più ed è inutile rinvangare il passato… Piuttosto vorrei capire se il ricovero di mio padre c'entra qualche cosa con me!"
Giacomo: "Sono direttore del manicomio da prima che tuo figlio venisse al mondo, se avessi voluto farlo apposta, lo avrei fatto tempo fa!?! Non ti pare?… La mia fu solo una bravata!… Ammetto di aver esagerato anche troppo!… Non è assolutamente giusto quello che ti ho fatto!… Non avrei proprio il coraggio di ferirti ancora!… …. Tuo padre… Me lo hanno mandato questa mattina dicendomi che afferma di vedere i libri volare e le persone uscire dai libri!"
Marta accolse le scuse con riserva, poi meravigliata disse: "Dici la verità su mio padre?"
Giacomo: Purtroppo si, e io non farei mai del male a tuo padre… è l'unico della tua famiglia che mi ha voluto bene!… Purtroppo!… … inoltre come si può far del male a tuo padre? Non c'è nessuno che egli non abbia aiutato! Purtroppo lui ha confermato tutto e non posso fare altro che trattenerlo!"
(continua...)
Ciao Drago, ma dove
Com'è triste un mondo in cui
Cristina Chi ti conobbe
Cristina
Chi ti conobbe solo, tra i sepolcri
col tuo grande cappello di zanzare
e la mano di raffica, la morte
da te uccisa. Chi disse:
la tartaruga non è ancor annegata
tra le lance del pettine, ma vibra
come un esile treno per bambini
seppellendo orologi, albi, lunari,
primi piani di zinco sulle croci.
Chi vide l’angelo gridare e subito
simile a un arco tendersi la cetra
e scoccare colombe rosso fuoco,
sa che il buio tracciò sulla tua bocca
la tazza vuota del sorriso. Sa
che sei il tempo: l’albero spezzato,
l’usignolo e la scure, l’arco immenso
dove la notte intirizzisce. Tutto
sa di te chi trascorre sul tuo riso,
verticalmente vivo, tra le pietre.
Buona notte dolce Antonio
anch'io ho
Sempre..bello..leggerti..
Lascio..un sorriso..e..intanto stò immaginando a cosà dirà..per uscire dal cespuglio...
Ehi, grazie del consiglio
Cmq non è dovuta a questo la mia assenza. Ho avuto qualche problemuccio di carattere personale (non grave per fortuna) e in più mi sono dedicata anima e corpo al racconto per il romance day che dovevo consegnare entro fine mese. Ora l'ho finito e cercherò di tornare ad essere presente. Intanto ho scritto un nuovo post!
Un bacione e a presto!
P.S. quando uscirà il mio libro ti avviserò. Ho deciso di pubblicare con Boopen alla fine!
BUONGIORNO CARISSIMO. LA
BUONGIORNO CARISSIMO.
LA MIA ASSENZA E' DURATA POCO
FACCIO UN POST SUI GATTI DI UN NOSTRO AMICO CHE SONO FANTASTICI E POCO CONOSCIUTI.
IL GATTO SENZA PELO
SE AL POSTO DEL CAGNOLINO DELLA PISCINA SI TROVAVA UN GATTO SENZA PELO CHE GLI AVREBBE FATTO???
CIAO E BUONA GIORNATA ASPETTO LE PROSSIME PUNTATE.
KISS
Siete una bella coppia sapete
Siete una bella coppia sapete bene dove interrompere per stuzzicare la curiosità...
BUONGIORNO G&G SONO
BUONGIORNO G&G
SONO PASSATA A DIRTI CHE IL MIO BLOG ENTRA IN MENO...PAUSA
AHAHAH
RITORNO A NATALE.
KISS
BUON POMERIGGIO
BUON POMERIGGIO CARISSIMO.
SONO PASSATA A LEGGERE CON ATTENZIONE IL CONTINUO DELLA PISCINA E DELL'IMPERATRICE.
COME CONSIGLIO STAI ATTENTO A NON USARE ESPRESSIONE CHE SI USANO NEL LINGUAGGIO DI TUTTI I GIORNI MA CHE SONO POCO ADATTE ALLA LETTURA DI UN LIBRO.
COME AD ESEMPIO (PORCA VACCA..) O PORCHERIE NEL COMUNICATO INIZIALE PER PULIRE IL PC DAI CACHE.
RIGUARDO AL RACCONTO DELLA PISCINA COMPLIMENTI PER LA SUSPANCE CHE TIENE VERAMENTE CON LA CURIOSITA' E LA VOGLIA DI SEGUIRE IL RACCONTO
PER QUANTO RIGUARDA QUEL POVERO CUCCIOLETTO MI VIENE DA PENSARE AL PROFILO DEL GUARDONE
EH...NON E' ANIMALISTA!!!
HA SPENNATO PURE IL CANE???AHAHAHAH
CHE CI SI COPRIVA CARMEN CON I PELI DEL CANE???AHAHAH
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PER QUANTO RIGUARDA L'IMPERATRICE MI E' VENUTO DA PENSARE CHE PER FORTUNA OGGI I MANICOMI SONO CHIUSI
MI DISPIACE MOLTO PER GIUSEPPE CHE SECONDO ME RAPPRESENTA
LA FANTASIA DI OGNI PERSONA.
ANCHE IO CREDO NELL'ESOTERICO E MI RITENGO SENSITIVA.
MA PER FORTUNA NESSUNO MI HA RINCHIUSO AHAHAHA
BELLISSIMI I DIALOGHI DA SCENEGGIATURA DI UN FILM.
TI CONSIGLIO DI PARTECIPARE AI CONCORSI ON LINE GRATUITI PER DIMOSTRARE IL TUO TALENTO.
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SALUTO ANCHE GOTULANI.
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KISS
buongiorno,sono entrata e ho
buona domenica
giulia
Buonanotte e felice domenica
Che onore essere il primo a
Innanzitutto ti ringrazio per l'invito che mi hai fatto. Almeno se devo perdere 15 minuti fra aprire il blog e commentare so per chi lo faccio!! Poi ti volevo dire che mi è arrivata la risposta che tanto attendevo: leggi ultimo mio post... Quello che non hai ancora letto!
Ora veniamo a noi. Bell'idea quella dell'amico che sicuramente la scoprirà nuda... presumo. Attendo fiducioso il proseguito. Per il momento è veramente diverso dal vostro Il viaggio dei Gotulani... Bravi.
Per quanto riguarda il secondo racconto: l'amore non corrisposto lascia sempre degli strascichi... e questa non fa eccezione