Nascosto in una vegetazione fittissima, al centro di un
enorme fosso a strapiombo e senza fondo, si erge un castello tutto nero, su
un’enorme stalagmite di ghiaccio. Nel salone principale del castello, qualcuno
si è nascosto furtivamente dietro ad alcune stoffe mentre la regina Mab appare.
"Quella guastafeste di mia sorella, per una volta avrebbe potuto aiutarmi!
Mi toccherà fare tutto da sola!" esclama a voce bassa la regina Mab, poi
avverte una presenza nel castello e urla: “CHI OSA PROFANARE IL CASTELLO DI
MAB, REGINA DEL REGNO DELLA MAGIA, SOVRANA DI TUTTI GLI ELFI, DI TUTTE LE FATE,
DI TUTTI I MAGHI E DI TUTTE LE STREGHE?”
Dopo aver pronunciato quelle parole, la regina Mab, con un
battito delle enormi ali, emette un vento impetuoso che disintegra tutte ciò
che vi è nella sala. Impaurito, tremante e rannicchiato in un angolo, c'è un
essere con la pelle grigia, l'altezza di poco superiore alla lunghezza di una
spada, la testa calva, il viso perfettamente tondo, gli occhi grossi e tondi,
la bocca e il naso da cinghiale e il corpo mingherlino tipiche di un elfo della
specie dei Napels. Cinquanta anni prima, un piccolissimo gruppo di Napels si
era ribellato al potere e alla sovranità di Mab e la reggina, per ripicca,
sterminò tutti i Napels del pianeta, ma evidentemente, doveva esserle sfuggito
qualcuno.
In un rapido gesto della testa in su e giù, Mab fa
comparire una grossa mano che afferra l'elfo per stringerlo in pugno e interrogarlo.
Mab pensa -Non può essere un Napels, li ho sterminati
tutti mezzo secolo fa!- poi chiede: "Chi sei tu?"
"Sono Meu!" risponde l’elfo nano.
“Come hai fatto a trovare il mio castello e come hai fatto
ad entrarci se nessuno, oltre me, ne conosce l’ubicazione e le parole magiche
per farne ingresso?” chiede Mab mentre la mano comincia a stringere più forte
il piccolo elfo e, senza dargli l’opportunità di replicare, aggiunge:
“Comunque, qualunque segreto che tu abbia scoperto perirà insieme con te quando
questa mano avrà finito di stritolarti!” e nella sua mente aggiunge: -Ma
soprattutto se sei l'unico scampato allo sterminio dei Napels da parte mia, è
ora di rimediare!-
La grande mano stringe sempre di più il nano Meu che, con
l'ultimo fiato in corpo, esala: "ASCPÉ, FAMM PARLÀ!"
La mano si ferma e si apre, Mab guarda un attimo
meravigliata, pensa -I Napels non conoscevano le parole magiche, come fa costui
a conoscerle?- e poi chiede: "Come conosci l'antica lingua dei
maghi?"
Meu, dopo aver ripreso fiato, risponde: "Questa è la
lingua che parlavo con gli amici e con i miei genitori nell’isola dove sono
cresciuto, ma non avevo idea che fosse magica!"
Mab: "Prima d’ora non avevi mai sentito parlare di
me?"
Meu: "Veramente no!"
Mab pensa un attimo ed esclama: "Potresti essermi
utile! Ti risparmierò!" poi chiude gli occhi, compie dei gesti
intrecciando le braccia e i due spariscono per ricomparire dinnanzi
all'ingresso della sala del trono. Una folla di maghi, streghe e scheletri
divisi in gruppi, si gira a osservare l'ingresso dei due, si inchinano e
lentamente si aprono a corridoio ai lati di un lungo tappeto nero disponendosi
in ordine di gruppo di appartenenza, di ceto sociale e potenza magica.
Dall'ingresso, fino al trono, fatto da una roccia piatta e grossa quanto il
giaciglio per una persona che poggia su di un piedistallo fatto da diversi
scalini, sono schierati a sinista gli spiriti, gli zombie, gli scheletri, le
sirene e gli elfi nani e a destra i draghi, le streghe, i vampiri e i maghi e
gli elfi giganti.
Mentre Meu è fermo a guardarsi intorno, Mab vola verso il
trono passando attraveso questo corridoio, si adagia distendendosi su di esso e
poi, rivolgendosi ai presenti dice: "Vi presento Meu, l'unico che sia mai
riuscito a entrare nel castello!- poi rivolgendosi a Meu aggiunge -Raccontaci
di te!"
Meu sente tutti gli occhi puntati addosso, si gira intorno
timoroso e poi racconta: "Sono Meu! Prima che io nascessi, i miei genitori
si sono trasferiti da Ercolanum, una città italiana che sorgeva vicino ad un
vulcano a sud di Roma e dove risiedeva tutto il mio popolo, all'isola degli
imperatori Augusto e Tiberio. Qualche anno dopo il loro trasferimento, la città
venne distrutta e tutta la mia specie fu sterminata. I miei genitori non mi
hanno mai detto il motivo della distruzione della città e dello sterminio della
mia specie. Loro mi hanno sempre detto che avrei trovato le risposte in queste
terre al di là del vallo di Adriano e così sono venuto a cercare le risposte in
questi posti. Mi sono ritrovato per caso nella vegetazione fittissima e quando
mi è apparso questo castello, ho detto…”
(... Continua)
Storia
Proprio carina questa storia..e l'elfuccio è delizioso..
Bravissimo Antonio! UN bel
L'inizio sembra molto
L'inizio sembra molto prommettente, non vedo l'ora di leggere il seguito!
Una nuova storia
Si preannuncia un altro dei tuoi racconti/romanzi fantastici molto interessanti!!
bella bella bella
Son tornata dalle vacanze..e son venuta a trovarti..
Mi piace moltissimo il racconto...
ciao..Antonio
un sorriso a te
COMPLEANNO:)))
wow
Bellissima storia fantasy.
Sono entrata attraverso l'invito mail perchè se accedo al blog non vedo i titoli del contenuto, racconti ecc.
kiss
bello
molto divertente, originale e simpatico...l'ho letto molto volentieri.baci